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Meno finanziamenti al settore e più precariato

Approvata la "legge Bondi" e la lirica insorge


Approvata la 'legge Bondi' e la lirica insorge
30/06/2010, 09:06

ROMA - Sono bastate due ore circa al Senato per approvare in teza lettura la famigerata "legge Bondi", come è stata soprannominata la legge sull'attività della musica lirica, che ha come obiettivo di tagliare il deficit delle Fondazioni che gestiscono i 14 teatri lirici che ci sono in Italia. La norma vieta nuove assunzioni e contratti integrativi per quelle Fondazioni che non sono in attivo (praticamente nessuna) e affida al Ministro Bondi di fare dei regolamenti integrativi, entro i prossimi 18 mesi, per portare le Fondazioni in attivo.
La norma è passata senza eccessivi problemi, perchè i regolamenti del Senato non hanno consentito comportamenti ostruzionistici all'Idv, che è l'unico partito che si è opposto, con una maratona oratoria durata 37 ore alla Camera dei Deputati. Ma resta la protesta del personale degli enti lirici, che anche ieri hanno manifestato davanti alla Scala e a Palazzo Marino, a Milano, prendendosela anche con il sindaco meneghino, Letizia Moratti, per non aver fatto nulla per difendere il futuro del teatro lirico milanese.
Resta lo scontento del Pd, espresso dal deputato Vincenzo Vita: "Il decreto del governo è un testo grave e sbagliato. Viziato, tra l’altro, da evidenti aspetti di incostituzionalità, a cominciare dalla soppressione di fatto del ruolo delle Regioni". Soddisfatto invece il Ministro della Cultura Sandro Bondi: "E' una riforma che salverà dal fallimento l’opera lirica, la cui crisi era nota da anni, ma nessuno aveva mai fatto niente per affrontarla. Il profilo riformista del governo si evidenzia anche con questa legge che ha il merito di dimostrare che amare la cultura non significa ignorare il modo in cui le risorse pubbliche vengono utilizzate".

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di Antonio Rispoli
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