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La procura indaga sull'assessore all'Ambiente

Aria cancerogena a Napoli: avviso di garanzia per Gennaro Nasti


Aria cancerogena a Napoli: avviso di garanzia per Gennaro Nasti
09/12/2009, 20:12

NAPOLI- Dopo due anni di denunce (con video allegati) articoli comparsi su quotidiani autorevoli come “Il Mattino”, servizi televisivi scioccanti, battaglie di piazza e manifestazioni organizzate da Angelo Ferrillo e dai membri del sito “La Terra Dei Fuochi”, la Procura partenopea invia un avviso di garanzia nei confronti dell’assessore all’Ambiente del comune di Napoli Gennaro Nasti e, come scrive lo stesso Ferrillo, pare dare il segnale di “essersi finalmente svegliata dal sonno”.

I FATTI.

Da circa 24 mesi, infatti, un gruppo di cittadini armati di telecamera ed amore per la propria terra e la propria salute, hanno letteralmente bombardato di segnalazioni sia la Procura di Napoli, sia il sindaco Rosa Russo Iervolino sia lo stesso Gennaro Nasti. Motivo? Le decine di roghi abusivi nati dall’incendio di materiali speciali che, giornalmente, avvelenano l’aria di oltre 40 comuni tra Napoli e Caserta. I video, affiancati anche da dati forniti da Legambiente riguardo la presenza di PM10 nell’atmosfera e l’elevato tasso di tossicità dell’aria, erano stati a più riprese smentiti dall’assessore all’Ambiente. Già su un articolo comparso prima sul Mattino e poi su "L'eco delle città” lo scorso 21 agosto, la giornalista Marina la Penna aveva denunciato 143 sforamenti in 231 giorni che a loro volta testimoniavano la presenza di un eccessivo livello di polveri sottili nella città di Napoli per ben 5 mesi su 8. La giornalista all’epoca ricordava il dato preoccupante visto che, rispetto al 2007 (con 43 sforamenti) la situazione era largamente peggiorata.
A tal proposito Nasti si dimostrava alquanto meravigliato e commentava così: “C’è qualcosa che non va in queste rilevazioni. Mi sembra strano che proprio nelle zone meno trafficate si registrino i superamenti. Per esempio a Capodimonte. Pertanto ho inviato una lettera all’Arpac. Voglio conoscere la spettrometria delle polveri sottili, per capirne le origini. Se a Ferragosto, con la città semideserta, si hanno superamenti nelle zone meno trafficate, ovvero all’Osservatorio astronomico, vuol dire che qualcosa non va. O che la causa delle polveri è da ricercare in altro. Per esempio l’aerosol marino”.
In effetti qualcosa che non andava c’era e come e, per diverso tempo, numerose denunce hanno inondato la mail dell’assessore; tentando di spiegare la causa di dati che potevano apparire come poco chiari o addirittura errati. Il risultato fu il totale silenzio di Nasti che, di li a non breve tempo, ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini con annessi e connessi due capi d’imputazione abbastanza gravi come l'emissione in atmosfera di sostanze inquinanti e l'omissione in atti d’ufficio. Causa dell’inchiesta proprio degli sforamenti, riferiti in particolare al biennio 2007-2008. Riguardo il secondo capo d’accusa, invece, all’assessore si contesta “l’aver rifiutato un atto del suo ufficio, che per ragioni di igiene e sanità doveva essere compiuto senza ritardo, così contribuendo a cagionare emissioni delle sostanze idonee a offendere, imbrattare e molestare le persone nei limiti consentiti dalla legge”.
In pratica, si tratta di accuse identiche a quelle mosse al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. A Milano come a Napoli, dunque, la questione inquinamento diviene cruciale per valutare il buon operato delle vari amministrazioni e, tale aspetto, spinge la Procura napoletano ad ipotizzare addirittura un provvedimento di tipo penale nel caso in cui vengano accertate negligenze da parte di Nasti.

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di Germano Milite
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