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Arpac: Colasanto, necessario riordino della materia


Arpac: Colasanto, necessario riordino della materia
19/07/2010, 16:07


NAPOLI - “Tra esposizioni debitorie della cui consistenza ancora non è dato sapere ed un rischio licenziamento per centinaia dio lavoratori sempre più concreto, ma soprattutto tra una mission che neppure si riesce ad onorare compiutamente e l’intricata gestione di scatole cinesi l’unica incastrata all’altra per fare non si sa cosa, tranne che spendere decine e decine di milioni di euro. l’Arpac appare sempre più un agonizzante mostro a troppe teste. Talché il riordino della materia ma anche l’istituzione di una sottocommissione conoscitiva sulla gestione passata e presente appare sempre più un’ipotesi da prendere in seria considerazione”.

Così, il Presidente della Commissione Ambiente, Energia e Protezione Civile del Consiglio Regionale, Luca Colasanto (PdL) che ha presieduto questa mattina l’audizione del Direttore Generale dell’Arpac, il professor Gennaro Volpicelli, da circa un anno alla guida dell’Agenzia.

All’audizione, insieme con il presidente Colasanto hanno preso parte la vice presidente della Commissione Eva Longo e i consiglieri Pietro Diodato e Angelo Marino.

Tra le questioni affrontate, anche il rapporto tra le attività istituzionali (il monitoraggio ambientale del territorio campano) e la dotazione di risorse umane all’Arpac (circa 600 unità) che ad avviso del professor Volpicelli sarebbe sottostimata per almeno 100 unità e le diverse criticità in relazione al conseguimento degli obbiettivi statutari. Tra i nodi sul tappeto i numerosi contenziosi per diverse decine di milioni di euro aperti con società esterne ma anche con le società in house o partecipate dall’Arpac (per lucro cessante) e alle quali la stessa avrebbe dovuto, negli anni passati trasferire commesse relative ad attività di bonifica (intesa però come mera rimozione di materiali ingombranti).

Nel corso dell’audizione è stato peraltro affrontato il tema (Diodato) dell’eventuale possibilità di affidare utilmente alla sola Arpac le attività di bonifica attualmente esternalizzate, così come la qualifica delle diverse unità di lavoro presenti in Agenzia, materia sulla quale si sono soffermati il presidente Colasanto, il vice presidente Longo e il consigliere Marino sottoliineando che la salvaguardia dei livelli occupazioni deve andare di pari passo con lo svolgimento delle attività ed il conseguimento degli obiettivi per i quali è stata istituita l’Arpac. Un tema, quello delle professionalità presenti in Arpac sul quale il Direttore Generale si è riservato di inviare una dettagliata relazione.

“Ho appreso con un certo sollievo la circostanza del fatto che per ognuna delle diverse criticità il professor Volpicelli, correttamente, ha ritenuto di dover inviare agli organismi competenti, contabili e non, delle dettagliate esposizioni di merito”. “Tuttavia – ha concluso il presidente Colasanto – le ombre del passato, anche recente, sono tante e tali da richiedere urgenti e opportuni approfondimenti con il Governo regionale del Presidente Stefano Caldoro, ed in particolare con l’assessore all’Ambiente Giovanni Romano, perché il riordino dell’intera materia appare, a questo punto, un imperativo categorico”

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di Redazione
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