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Esodati, 9 maggio incontro ministro-sindacati

Art 18, Fornero: "Non metterne a repentaglio equilibrio"

"In Italia tasso di polemiche eccessivo"

Art 18, Fornero: 'Non metterne a repentaglio equilibrio'
26/04/2012, 18:04

«L'equilibrio raggiunto sull'articolo 18 è un buon equilibrio e non vorrei che fosse messo a repentaglio». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero parlando delle questioni «imprescindibili» della riforma del mercato del lavoro. Il ministro si è detta disponibile ad un incontro pubblico con la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e con il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, sui temi del lavoro nella logica però di «evitare le polemiche». La Fornero ha aggiunto che nel Paese c'è un «tasso di polemica eccessivo. Disperdiamo energie - ha detto - in una logica costruttiva non mi sottraggo al confronto. Ma vorrei precisare – ha aggiunto – che Elsa Fornero non è il ministro che modifica solo l'articolo 18. La riforma è ampia, tocca diversi temi. E’ composta da 72 articoli in una logica di far funzionare bene il mercato e di avere più occupazione e di qualità migliore, con contratti che conducono un po’ meno alla precarietà, che incoraggiano la stabilizzazione e aumentano la produttività». Netta la posizione assunta dalla Fornero in merito a possibili modifiche all’articolo 18. «Le cose che possono essere modificate senza peggiorare l'equilibrio complessivo raggiunto sulla riforma del mercato del lavoro non sono molte». Intanto il ministro, fanno sapere fonti sindacali, incontrerà i sindacati sulla questione dei lavoratori esodati il prossimo 9 maggio. Nei giorni scorsi, infatti, la Fornero aveva risposto alla richiesta dei sindacati di un incontro per risolvere il problema di quei lavoratori che hanno fatto accordi per l'uscita dal lavoro con un percorso verso la pensione e che a causa dell'allungamento dell'età pensionabile prevista dal decreto Salva Italia rischiano di restare senza impiego e senza pensioni, dicendosi disponibile al confronto. Il Governo due settimane fa aveva individuato la platea dei “salvaguardati”, ovvero di coloro che potranno andare in pensione con le vecchie regole (coloro che sono già usciti dal lavoro e maturano i requisiti per la pensione con le vecchie regole entro i prossimi due anni) in 65.000 persone. I sindacati hanno affermato più volte che gli esodati sono «molti di più» (almeno 130.000 nei prossimi quattro anni secondo stime del direttore generale Inps) e hanno chiesto che per tutti sia possibile accedere alla pensione sulla base delle vecchie regole. Oltre ai salvaguardati, ha spiegato nei giorni scorsi lo stesso ministro c'è «la platea del tutto diversa» dei lavoratori per i quali, in base ad accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011 sia stato previsto, al termine di un percorso di fruizione di strumenti di integrazione reddituale (cig, mobilità) l'accesso al trattamento pensionistico. Per questa seconda platea (di persone non ancora uscite formalmente dal lavoro come i lavoratori di Termini Imerese ancora in cassa integrazione) il governo sta valutando l'adozione di specifici interventi, ai fini dei quali è indispensabile definire le caratteristiche e le reali dimensioni. Il ministro aveva anche ribadito che «ogni soluzione non potrà che essere ricercata in un quadro di compatibilità finanziaria, ancor più imposta dalla persistente situazione di difficoltà economica».

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di Veronica Riefolo
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