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L'aula del senato approva l'emendamento

Asse Pdl-Lega: ok al semipresidenzialismo

Finocchiaro (Pd): "Solo interesse tra due forze politiche"

Asse Pdl-Lega: ok al semipresidenzialismo
24/07/2012, 15:42

ROMA - L’aula del Senato approva il semipresidenzialismo. Il provvedimento ottiene il via libera grazie all’asse (riformata) tra Pdl e Lega, insieme a CN: è un emendamento all’articolo 9 del testo delle riforme costituzionali che prevede l’elezione diretta a suffragio universale del presidente della Repubblica. Il Partito democratico e Italia dei valori hanno abbandonato l’aula per protesta, Udc e Api hanno votato contro e Fli si è astenuta.

La norma modifica l’articolo 83 della Costituzione, introducendo il semipresidenzialismo. Il testo è firmato dai vertici del Pdl Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello: prevede che il presidente della Repubblica sia “il Capo dello Stato” che rappresenta l’unità della nazione e ne garantisce l’indipendenza. La novità è, appunto, nella elezione diretta.


L’ASTENSIONE DI PISANU E SARO
- I senatori del Pdl Giuseppe Pisanu e Giuseppe Saro si sono astenuti, in dissenso dal proprio gruppo: “Sono favorevole al semipresidenzialismo - ha detto Pisanu - ma ritengo che la via in questa sede sia sbagliata” perché “nella migliore delle ipotesi sarà una bandiera da sventolare, posto che trovi vento. Una riforma così impegnativa infatti avrebbe richiesto almeno tre condizioni: un ampio dibattito preparatorio, una formulazione organica e una maggioranza larga in grado di sostenerla fino in fondo. Invece ci ritroviamo con una manciata di emendamenti contro l'opinione di una parte considerevole della larga maggioranza che si era raccolta intorno alle riforme. Lo stesso errore politico è stato fatto con la presentazione dell'emendamento sul Senato federale. È venuta meno la maggioranza dei 2/3 e si è compromesso il cammino delle riforme”.


ALFANO BLINDA MONTI - A giudizio del leader del Pdl, Angelino Alfano, l'elezione diretta del presidente della Repubblica è una "grande chance per il Paese. Speriamo che il Partito Democratico non faccia perdere questa occasione all'Italia". Alfano, oggi a Racalmuto (Agrigento) a margine della firma di un protocollo d'intesa con la Fondazione Sciascia, interviene anche sull'ipotesi elezioni anticipate, possibilità allontanata ieri dal presidente del Consiglio Mario Monti. "Crediamo che in questo momento vi sia la priorità economica e anche la necessità di approvare subito una legge elettorale - sottolinea il leader del Pdl -per avere un Paese in cui i cittadini possono scegliere il proprio deputato e il proprio senatore. Noi non poniamo termine alla scadenza di questa legislatura".


Preme invece per elezioni a novembre Antonio Di Pietro. "Prima che scoppi la rivoluzione e la gente scenda di piazza coi forconi andiamo a votare", afferma il leader dell'Idv. "Non esiste più una maggioranza, ma solo un gruppo di morti viventi e noi li sfidiamo", aggiunge.


FINOCCHIARO: RIFORMA NON ANDRA’ MAI IN PORTO - "Stiamo facendo - ha detto Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori democratici motivando la sua richiesta di stop - una discussione senza esito. Qui si celebra non l'interesse generale ma quello particolare di due forze politiche e questo mentre in Commissione bilancio si parla di spending review. Questa riforma costituzionale non mai vedrà mai la luce" nonostante ciò "noi andremo avanti fino all'articolo 9, fino a quando non sarà restaurato il sinallagma (un contratto vincolante, ndr) tra Pdl e Lega mentre i colleghi della commissione bilancio dovranno o assentartsi dall'aula e lavorare clandestinamente oppure rinviare ad altre ore e tempi più ristretti l'esame della spending review". Per la Finocchiaro, insomma, è una mossa propagandistica-mediatica per suggellare il ritorno di fiamma (elettorale) tra Pdl e il Carroccio: “E' sempre più intollerabile - ha aggiunto - che l'aula e i colleghi siano impegnati in una discussione che non ha sorte solo perché Pdl e Lega devono cavarsi lo sfizio di avere una ragione in più per tappezzare l'Italia di manifesti sul semipresidenzialismo. E' inconcepibile e oltraggioso nei confronti degli italiani e che non giova allo sforzo che insieme stiamo facendo su un'altra barricata per ridare slancio all'Italia e ridarle forza".

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di Gaia Bozza
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