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Audizione della commissione regionale per i beni confiscati sulla Comunità dei Felicioni


Audizione della commissione regionale per i beni confiscati sulla Comunità dei Felicioni
01/06/2011, 16:06

Audizione della commissione regionale per i beni confiscati sulla Comunità dei Felicioni: comodato d’uso confermato fino al 2012, per il prosieguo aggiornamento del tavolo a Roma negli uffici dell’Agenzia Nazionale. Amato, Malvano, Libera: «Piano sostegno alla Compagnia dei Felicioni». Griffo «No alla Capodarco» ma apre al dialogo.
Risultati audizione, dichiarazioni rappresentanti istituzionali
Le attività della Casa Famiglia dei Felicioni, gestita dalla Compagnia di Capodarco nel bene confiscato a Dario De Simone, a Trentola Ducenta, andranno avanti fino alla naturale scadenza del comodato d’uso prevista per aprile 2012. Per il prosieguo delle attività la discussione è stata aggiornata entro i prossimi 15 giorni a Roma negli uffici dell’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati. Questi i risultati dell’audizione promossa dalla Commissione Regionale per i Beni confiscati cui hanno partecipato il Presidente Antonio Amato, il vicepresidente Mafalda Amente, i componenti della commissione Angelo Consoli, Enrico Fabozzi, Carmine Sommese, il presidente della Commissione Regionale Anticamorra Gianfranco Valiante, il consigliere regionale del PDL Angelo Polverino, il dirigente della Direzione dell’Agenzia Nazionale per i Beni confiscati e Sequestrati il viceprefetto Antonio Cananà, il commissario regionale antiraket Franco Malvano, il dirigente del Settore Beni Confiscati della Giunta Regionale Adele Mascolo, il referente regionale di Libera Geppino Fiorenza, il referente di Libera Caserta Valerio Taglione, il responsabile dell’Osservatorio Provinciale per i Beni Confiscati Mauro Baldascino, la coordinatrice della Casa Famiglia “la Compagnia dei Felicioni” Fortuna D’Agostino, il presidente della Comunità di Capodarco di Teverola Antonio Amato De Serpis. «Griffo ha chiarito che la disdetta del comodato d’uso è da intendersi dalla conclusione del medesimo ad aprile 2012, e quindi fino ad allora le attività della Casa Famiglia andranno avanti» afferma il Presidente Amato «In questo senso la stessa Agenzia, preso atto delle dichiarazioni del sindaco e in attesa che lo stesso faccia pervenire, come richiesto, la documentazione completa, ha espresso un parere di legittimità rispetto all’azione dell’amministrazione di Trentola di cui prendiamo atto. D’altro canto l’audizione serviva a chiarire le questioni. Di certo» continua Amato «come ribadito dalla stessa Agenzia, quella della Comunità di Capodarco è una delle migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati. Stesso giudizio espresso dai rappresentanti della giunta regionale, dal commissario regionale Antiraket e da tutte le associazioni presenti. Per queste ragioni ribadisco che, come Presidente di questa Commissione, sono e resterò al fianco della Comunità di Capodarco, e ritengo necessario proseguire questa esperienza oltre il 2012. Ho già chiamato il Direttore dell’Agenzia Nazionale Morcone» conclude Amato «e come concordato al termine della commissione il tavolo sarà riaggiornato a Roma. Di certo gli atti amministrativi vanno sempre motivati e giustificati, cosa che in questo caso ancora attendiamo, ed è necessario un grande senso di responsabilità per non mettere in discussione un intero modello di riutilizzo dei beni confiscati come quello che in molte realtà, soprattutto a Caserta, si sta realizzando. Per questo auspico che anche da parte del sindaco non ci sia alcuna preclusione e si realizzi un’apertura al dialogo». Il sindaco Griffo pur ribadendo la sua contrarietà all’ulteriore affidamento del bene alla comunità di Capodarco apre una porta al dialogo dicendosi pronto a «discutere del futuro di quel bene con l’Agenzia Nazionale e la commissione regionale». Il pieno sostegno all’esperienza della Comunità dei Felicioni è venuto anche dal Commissario antiracket Malvano «Bisogna riflettere bene su certi provvedimenti. Non si mina la discrezionalità del sindaco, ma questa è una realtà che funziona, una buona pratica che come tale va sostenuta e non messa in discussione. Solo una parte molto limitata di beni confiscati viene ben riutilizzata, e quello dei Felicioni è sicuramente un esempio da seguire e rafforzare. Cosa che, d’altro canto, la Regione Campania già ha fatto con la campagna di comunicazione “Sentirsi campani. Identità, sicurezza, inclusione”». Il richiamo alla responsabilità viene anche dal commissario Fabozzi che ha chiesto a tutti di «trovare una soluzione segnata da un alto senso di responsabilità, anche tornado sui propri passi, ». Per il consigliere Consoli «un atto amministrativo su questi temi ha sempre necessità di responsabilità e eticità. L’aggressione della criminalità organizzata è sulle persone, e loro dobbiamo salvaguardare, soprattutto, poi, quando si parla di minori. Alla Compagnia dei Felicioni, mi sembra, si faccia proprio questo». Il Presidente della Commissione Regionale Anticamorra Valiante auspica che «si stemperi l’animosità e si sostenga la soluzione migliore per il riutilizzo di quel bene, che al momento sembra essere l’attività promossa dalla Comunità di Capodarco». Il Vicepresidente della Commisione sui beni confiscati Amente, in un comunicato, dichiara «Preso atto di quanto emerso nel corso dell’audizione odierna e visto anche il parere espresso sulla vicenda dall’Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che legittima la libertà negoziale dell’ente assegnatario del bene di non rinnovare, a scadenza, il contratto di comodato d’uso gratuito, ribadisco l’interessamento e l’impegno per una soluzione della vicenda che tenga sinergicamente conto della normativa applicabile in materia di beni confiscati e dei diritti da questa riconosciuti al Comune assegnatario del bene e a tutte le altre parti, pubbliche e private, coinvolte». Per il responsabile dell’Osservatorio Provinciale sui Beni confiscati Mauro Baldascino c’è però il rischio di mettere in discussione un intero modello «L’atto del sindaco al di là delle questioni di legittimità che non spetta a noi chiarire ha creato un precedente. Mettere in discussione quelle che sono riconosciute da tutti come buone pratiche, la campagna denigratoria realizzata verso la comunità di Capodarco, crea un enorme danno all’insieme delle esperienze di riutilizzo dei beni confiscati che si sta sviluppando a Caserta. Senza contare i danni che si arrecano al progetto pedagogico realizzato dalla comunità. La verità è che atti come questo determinano clamorosi passi indietro e arrestano l’agibilità nella progettazione di azioni di riutilizzo dei beni confiscati»
Dichiarazioni associazioni
«Quella della “Comunità dei Felicioni è una vicenda che riguarda innanzitutto le persone» lo ribadisce il Presidente della Comunità di Capodarco Fortuna D’Agostino «Il bello dell’esperienza che stiamo realizzando non sta certo nella villa confiscata, ma nei bambini. Abbiamo investito in quella struttura e ringraziamo il sindaco Griffo che ce la affidò. Ma la nostra priorità sono i minori che ci sono affidati. In questi anni abbiamo fatto tanto, compreso il coinvolgimento del territorio e la promozione di azioni di cittadinanza attiva. I risultati sono tutti documentati, chiediamo solo di proseguire su questa strada». Per Libera, però l’atto del sindaco Griffo non riguarda però solo la Comunità dei Felicioni ma l’intero modello di riutilizzo dei beni confiscati che si sta realizzando in Provincia di Caserta «C’è la necessità di difendere un modello che nelle terre di Don Peppe Diana sta realizzando importanti risultati» afferma il referente di Libera Caserta Valerio Taglione «Ma c’è anche la necessità di costruire relazioni. Atti come questo, invece, creano enormi difficoltà ad un intero sistema di economia sociale che non solo combatte la criminalità, ma crea reddito e posti di lavoro. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di far diventare i beni confiscati un bene collettivo. A Trentola questo si è realizzato. Ora, non si sa bene perché, questo viene messo in discussione». Per Geppino Fiorenza, referente di Libera Campania «Questa riunione è stata molto importante. Ribadiamo che le azioni promosse da realtà come la Capodarco sono fondamentali nella prioritaria azione di prevenzione contro la criminalità organizzata. Sono certo che l’incontro di oggi sia servito a svelenire il clima, ora, per tutti, è il momento della responsabilità».

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di Redazione
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