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AVELLINO: CADE LA PROVINCIA, VIA AL TOTO-ALLEANZE


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AVELLINO: CADE LA PROVINCIA, VIA AL TOTO-ALLEANZE
07/07/2008, 16:07

 

Con nove mesi di anticipo sulla scadenza naturale si interrompe il percorso dell'amministrazione provinciale di Avellino, guidata dal presidente Alberta De Simone, Pd.


Diciassette consiglieri su trenta hanno depositato le proprie dimissioni mettendo così in moto i meccanismi previsti dalla legge che prevedono lo scioglimento e il commissariamento dell'ente fino alle nuove elezioni.

Determinante per la crisi l'uscita dal Pd dei sette consiglieri provinciali vicini a Ciriaco De Mita confluiti, come Popolari, nell'Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini.

Fino alla notte scorsa si erano svolti incontri tra la presidente De Simone e i Popolari di De Mita ma, secondo questi ultimi, "la nuova dirigenza del Pd irpino non ha inteso recuperare lo spirito di coalizione sulla base del nuovo quadro politico che si era creato", all'indomani appunto della fuoriuscita dei demitiani dal Pd. "Non abbiamo posto questioni di poltrone e di assessori - ha spiegato Giuseppe De Mita, capogruppo dei Popolari in consiglio provinciale - ma di definire un percorso, compresi gli assetti di giunta, che fossero condivisi.

Al via quindi il toto-alleanze. "Abbiamo firmato insieme ai consiglieri del centrodestra - dice il nipote del leader di Nusco - per una circostanza del tutto contingente nella quale però abbiamo preso atto della disponibilità al dialogo e al confronto. D'altronde - precisa

Giuseppe De Mita - siamo un partito di centro che, ove registrasse le condizioni, sul fronte delle alleanze non si farebbe condizionare da tabù ideologici". E proprio sulle alleanze, nelle scorse settimane si erano registrate divaricazioni tra la componente Popolare e i dirigenti dell'Udc irpino, primo tra tutti il parlamentare Francesco Pionati, portavoce nazionale del partito: i 'demitiani' consideravano necessario mantenere le alleanze, e i rispettivi governi degli enti, sancite davanti agli elettori quattro anni fa. Poi però la situazione è precipitata e, adesso, con lo scioglimento del consiglio provinciale potrebbe verificarsi un effetto "domino" destinato a coinvolgere comuni, comunità montane ed enti di servizio.

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di Redazione
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