POLITICA - Parlamento
IL PROVVEDIMENTO APPRODATO OGGI ALLA CAMERA
Badanti, attacco di Famiglia Cristiana: “Sanatoria discriminatoria”
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15/07/2009, ore 21:16 -
E’ arrivato oggi alla Camera l’atteso provvedimento su colf e badanti, presentato dal Governo e dai relatori, per la regolarizzazione della posizione dei collaboratori domestici che lavorano irregolarmente in Italia. Dal primo al 30 settembre 2009 il datore di lavoro che ha alle sue dipendente un collaboratore domestico irregolare da almeno tre mesi può dichiarare “la sussistenza del rapporto di lavoro” all’Inps se il lavoratore è cittadino dell’Unione Europea, oppure dovrà rivolgersi allo sportello unico per l’immigrazione. Tra le novità previste nell’emendamento, il carcere da 1 a 6 anni a chi presenta false dichiarazioni per la regolarizzazione, il cui costo è di 500 euro per ciascun lavoratore. La domanda di regolarizzazione per colf o badanti comporta la rinuncia alla richiesta di messa in regola eventualmente presentata nel decreti flussi 2007 e 2008. La nuova norma si chiama “Dichiarazione di attività di assistenza e sostegno alle famiglie” e il denaro versato sarà assegnato al Servizio Sanitario Nazionale, per essere poi ripartito alle Regioni in base al numero di cittadini extracomunitari regolarizzati, per un tesoretto di 267 milioni di euro in due anni.
Proprio sui cinquecento euro richiesti per la regolarizzazione batte però Famiglia Cristiana nel numero di questa settimana. “Si colpisce il “welfare fai-da-te”, - osserva il settimanale, - senza il quale Stato e società rischierebbero il collasso”. Finora, aggiunge Famiglia Cristiana, “badanti, baby sitter e colf hanno evitato l’implosione del sistema di assistenza in Italia. E’ un esercito che lo Stato ha lasciato crescere, caricando sulle spalle delle famiglie ogni onere, nascondendo carichi di lavoro insopportabili e insospettabili. E adesso lo tassa di 500 euro”. Nessun accenno a chi ha tenuto un clandestino a lavorare per anni e, proprio sfruttando la posizione irregolare, gli ha dato quattro spiccioli come paga, magari nella minaccia della denuncia. Don Antonio Sciortino conclude dicendo che la “regolarizzazione selettiva” è “discriminatoria” e, in ogni caso, “potrebbe risultare contraria alla Costituzione e creare problemi con altre categorie”.
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