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Il capo della Cei loda il governo di larghe intese

Bagnasco: "Basta populismi e vecchia politica"

La "divisione politica italiana è una grave patologia"

Bagnasco: 'Basta populismi e vecchia politica'
20/05/2013, 19:45

ROMA  - "Il bene comune, che la buona politica deve avere come valore superiore, pretende la capacità di anteporre all'interesse personale o di parte il bene generale, cioè il bene del Paese". E ciò senza populismi inconcludenti e dannosi". Lo afferma il cardinale Angelo Bagnasco nella prolusione alla 65esima Assemblea Generale dei vescovi italiani, che ha aperto questa sera in Vaticano dando voce "alle preoccupazioni crescenti e al disagio sociale diffuso" nel Paese. "Dopo il responso delle urne, i cittadini hanno il diritto che quanti sono stati investiti di responsabilità e onore per servire il Paese, pensino al Paese senza distrazioni, tattiche o strategiche che siano" ricorda Bagnasco, che nella prolusione alla 65esima Assemblea Generale dell'Episcopato Italiano da' voce alla preoccupazione dei vescovi italiani "il clima di ostinata contrapposizione" che spesso impedisce alla politica di arrivare "a conclusioni condivise" ed anzi "si cristallizza diventando costume", di fatto una "patologia che paralizza il vivere sociale".

"E' questo - denuncia - il segno triste e sconfortante di un modo di pensare vecchio e ripiegato, autoreferenziale e senza futuro". "Non e' - sottolinea il presidente della Cei - questione di anagrafe, ma di giovinezza dell'anima. Ci si chiede a volte se contano di più la verità e il bene, oppure il pretendere di avere ragione, o meglio l'affermazione del proprio 'io' e della propria immagine. Se così fosse - osserva il porporato - ci sarebbe da interrogarsi sulla propria consistenza interiore". "A noi Pastori - precisa - sta a cuore non una formula specifica, ma i principi che devono ispirare la vita politica e, più in generale, il vivere sociale .Come sempre, non possiamo non pensare anche al nostro amato Paese. Tanto più perdurando la gravissima crisi che investe l'Europa e il mondo, e dopo un periodo di non piccoli passaggi istituzionali".

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di Felice Massimo de Falco
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