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Il Carroccio perde 7 comuni su 7: debacle totale

Ballottaggi: la Lega degli scandali affonda ovunque

Maroni punta il dito contro Bossi, che per ora tace

Ballottaggi: la Lega degli scandali affonda ovunque
22/05/2012, 09:05

MILANO – È proprio il caso di dirlo: non poteva andare peggio per la Lega Nord, che anche a questi ultimi ballottaggi affonda ovunque. Erano sette i comuni dove correva; sono sette i comuni dove ha perso. La sconfitta, ed è questo il dato che la dice lunga sulla tenuta del movimento, arriva soprattutto in quei comuni che fino a poco tempo fa vantavano un governo targato Carroccio. La Lega, in altre parole, va ko non solo in sette comuni su sette, ma soprattutto in quelli che erano considerati vecchi fortini leghisti: tra questi, Palazzolo, Tradate, Senago, Thiene, San Giovanni Lupatoto, Cantù e Meda.
Il tracollo inatteso della Lega Nord, un vero e proprio risultato duro da mandar giù, riaccende ovviamente lo scontro interno, con Roberto Maroni che dà la colpa della debacle agli scandali della famiglia Bossi, mente lo stesso Umberto, determinato a non mollare il suo partito, per il momento tace. Che il partito stia facendo i conti con le inchieste e gli scandali della famiglia Bossi e degli uomini più fidati del senatur è cosa certa, ma Maroni, ammessa la sconfitta, vuole guardare avanti.
Il triumviro del Carroccio fa il punto: i ballottaggi “non sono stati positivi”, ammette l’ex ministro per il quale “la notizia dell’avviso di garanzia a Bossi e ai suoi figli non ha aiutato, anzi ha determinato un ulteriore allontanamento dalla Lega”. Insomma, “paghette e lauree - dice - hanno fatto giustamente arrabbiare gli elettori”. “Con i congressi si apre una fase nuova che ci vedrà nuovamente protagonisti”, assicura l’ex ministro, con “un ricambio generazionale forte ai vertici e un rinnovamento profondo”.
La debacle alle comunali ha riacceso lo scontro. I maroniani puntano il dito proprio contro i cerchisti, responsabili degli scandali che infangano il partito e quindi colpevoli per la sconfitta. I cerchisti, invece, se la prendono con la decisione, a loro dire suicida, di correre da soli al voto. Su tutti, il senatur, che appare abbastanza restio a lasciare le redini a Maroni. La conclusione è che di fatto nel partito le divisioni sono più che forti. Anche per questo si è deciso di rinviare il tradizionale raduno di Pontida a luglio, dopo il congresso federale.

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di Antonio Formisano
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