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Ballottaggio Napoli, Cittadinanzattiva: "voto di protesta o defezione di protesta?"


Ballottaggio Napoli, Cittadinanzattiva: 'voto di protesta o defezione di protesta?'
04/06/2011, 10:06

Concluse le elezioni amministrative a Napoli facciamo due conti e qualche riflessione. Il risultato, definito dai più clamoroso, consacra sindaco Luigi De Magistris con il 65,38% a fronte di un Lettieri che si attesta sul 34,62%. E’ un risultato che stupisce non tanto per l’esito quanto per le dimensioni del distacco. Nella migliore delle ipotesi si poteva immaginare un’affermazione di uno o due punti. L’affermazione di De Magistris è stata invece schiacciante. La maggior parte degli analisti sin dal primo momento ha parlato di un voto sostanzialmente di protesta. Effettivamente una serie di indicatori sembrano deporre in direzione del fatto che una consistente parte dei consensi a De Magistris siano stati connotati in tal senso come già argomentato in un precedente articolo (Elezioni amministrative a Napoli: un'istantanea tra primo turno e ballottaggio di F.Pascapè – su CIVICOLAB http://www.civicolab.it/?p=1195 ).

Senza ripercorrere per intero l’analisi svolta è il caso di ricordare il dato relativo ai voti conferiti al ”solo sindaco” senza espressione di preferenza di lista che, al primo turno, come appare dallo schema seguente, sono stati per De Magistris ben il 27,32% .

Una protesta forte ed indirizzata in maniera evidente all’operato della coalizione di centro sinistra in esito ad un percorso durato 18 anni. Una protesta che non è stata neanche minimamente intaccata dalla prospettiva di ridimensionamento del numero di consiglieri del PD e dell’UDC che si sarebbe avuto con l’affermazione di De Magistris come si evince dallo schema che segue e che rappresenta i due scenari possibili in esito al ballottaggio per quel che concerne il numero di consiglieri eletti.

Una componente del voto certamente non protestataria e che depone nel senso di una continuità è stata determinata dal patto PD IDV alle Municipalità nelle quali le coalizioni a sostegno di Morcone e quella a sostegno di De Magistris si sono presentate insieme in nove casi su dieci.

In esito al voto di ballottaggio i numeri arricchiscono ulteriormente la visione facendo innanzitutto emergere la caduta verticale della partecipazione al voto.

Tra le ultime consultazioni comparabili (amministrative 2006) e il primo turno hanno votato 61.958 persone in meno. Al ballottaggio, poi, hanno votato 79.235 persone in meno rispetto al primo turno. In buona sostanza un napoletano su due ha deciso di non andare a votare ed è questo un dato che in termini di disaffezione si commenta da sé. In complesso la flessione rispetto alle amministrative 2006 è di 141.193 elettori. Il dato è complessivamente inquietante ma ancora più inquietante è la flessione tra primo turno e ballottaggio. Inizia a delinearsi uno scenario che vede contrapporsi al voto di protesta una vera e propria defezione di protesta con la caratteristica, comune ad entrambe, di essere interne ai rispettivi schieramenti. Il voto di protesta è, infatti, interno e connesso agli esiti dei 18 anni di governo di centrosinistra mentre la defezione di protesta sembra essere interna e connessa alle scelte elettorali dello schieramento di centrodestra.

Al ballottaggio Lettieri registra una flessione di 39.372 voti a fronte di De Magistris che invece letteralmente raddoppia i consensi. Difficile pensare ad un candidato che al primo turno consegue il maggior numero di voti e che al ballottaggio, non dico li incrementi, ma almeno li conservi. I commenti post ballottaggio hanno evidenziato, infatti, come a Lettieri la sua stessa coalizione non abbia fornito lo stesso sostegno che gli era stato dato a ridosso del I turno elettorale quando si eleggevano anche i presidenti ed i consiglieri municipali ed i consiglieri comunali.

L’ipotesi della defezione di protesta trova conforto anche nel dato che segue.

In esito al primo turno le coalizioni contrapposte avevano raggiunto un risultato paritario conseguendo la presidenza rispettiva di cinque municipalità. Al ballottaggio Lettieri ha ricevuto un numero di consensi inferiore a De Magistris in tutte e dieci le municipalità, comprese, quindi, quelle nelle quali il Presidente era stato eletto nello schieramento di centro-destra.

Altri interessanti indizi che fanno pensare ad una defezione di protesta li ricaviamo proprio dall’analisi dell’astensione su base municipale.

Fatta eccezione per la I Municipalità che (unica) già nelle amministrative 2006 aveva registrato l’affermazione del centro-destra e che ha potuto contare su un elettorato fidelizzato che ha rieletto il medesimo presidente (anche se poi non ha confermato il voto espresso al primo turno), le maggiori defezioni al voto si sono registrate in netta maggioranza nelle municipalità nelle quali al primo turno il centro destra aveva conseguito la presidenza.

Una lettura delle analisi apparse sulla stampa nei giorni successivi al ballottaggio sembrerebbe confermare un appoggio calante a Lettieri tra il primo ed il secondo turno che, secondo alcuni commentatori, sarebbe ascrivibile proprio all’area che non ha mai visto di buon occhio il ruolo all’interno del PDL della corrente dei cosentiniani. Supposizioni? Non è facile dirlo. Quello che resta sono i numeri che nel loro insieme ci restituiscono un’immagine che, sotto il profilo della valutazione civica, appare quanto mai inquietante. In buona sostanza sia a destra che a sinistra il voto è servito innanzitutto ad esprimere disagio e protesta interni ai rispettivi schieramenti. Questa è una vittoria sotto il profilo della democrazia perché, comunque vada, il sistema delle nostre istituzioni resta flessibile al punto da consentirne comunque l'espressione compensando in tal modo eventuali irrigidimenti strutturali. Occorre avere il coraggio di dire con forza, però, che le elezioni amministrative servono ad esprimere degli amministratori in grado di governare una città difficile, tormentata ed in profonda crisi e non a veicolare protesta e malessere che non hanno trovato altra via costruttiva per esprimersi. Questo va detto senza nulla levare al neoeletto sindaco e senza entrare nel merito delle scelte fatte dall'elettorato.

Da un simile quadro si evince in maniera inequivocabile che la società civile e la cittadinanza attiva a Napoli devono assumere compiti di primaria importanza come quello di restituire la politica ai cittadini, di ricostituire un rapporto costruttivo con le istituzioni e soprattutto di ripristinare e\\\\\\\\o creare ex novo punti di ascolto, elaborazione ed azione civica che permettano al cittadino di tornare a partecipare alla definizione delle politiche che lo interessano, alla scelta effettiva dei propri amministratori e che consentano ai consensi ed ai dissensi di confluire in una dialettica civica da tempo negata e, tuttavia, indispensabile alla vita della nostra città.

La sfida e, insieme, l’obiettivo è il recupero della fiducia in un voto che serva effettivamente a scegliere in maniera oculata i propri amministratori, rendendo disponibile una batteria di strumenti di partecipazione che consentano al cittadino di esprimere e vedere accolto e realizzato il proprio punto di vista. In futuro auspichiamo meno voti o defezioni di protesta e più cittadini responsabili, attivi e partecipi alle scelte dei propri amministratori.

Il compito di De Magistris non è affatto semplice ma la forte investitura ricevuta gli ha conferito una marcia in piu'. Tutti ci auguriamo che sappia sfruttarla al meglio. Tant'è. L'agone elettorale si è concluso e non resta altro da fare che rimboccarsi le maniche. Questo vale sia per chi ha sostenuto De Magistris che per chi non lo ha sostenuto. Questo vale per tutti i cittadini che abbiano veramente a cuore la propria città.  Napoli non puo' piu' attendere.". Così una nota di Fabio Pascapè Cittadinanzattiva NAPOLICENTRO.

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di Redazione
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