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Il leader del Pd: "In Campania alleanze basate su programmi"

Bassolino di nuovo sindaco? per Franceschini è caso chiuso


Bassolino di nuovo sindaco? per Franceschini è caso chiuso
02/09/2009, 21:09

Antonio Bassolino confermato alla Regione Campania, o nuovamente sulla poltrona del sindaco di Napoli? È la domanda che in questi giorni va per la maggiore tra i corridoi di palazzo San Giacomo, con notizie su notizie che rimbalzano poi sui media. Qualche giorno fa Dario Franceschini aveva affermato di essere contrario alla candidatura di Bassolino a sindaco di Napoli; parole seguite da quelle del diretto interessato che, ricordando di aver già ricoperto quel ruolo per due mandati, ha detto di non essere interessato a ripetere l’esperienza. Ora a ritornare sull’argomento è proprio Franceschini che, tornando in Campania, parla chiaramente di un rinnovamento sul quale si deve fondare il Pd.
“Io sono rispettoso e lo resterò delle competenze territoriali, - ha detto il leader del partito democratico, - ma sono anche stanco di un modo di fare politica in cui le risposte dei politici sono sempre incomprensibili, in politichese e senza mai ascoltare un sì o un no netto”. “Mi è stata chista un’opinione e io l’ho detta, - ha continuato, - penso che in Campania ci sia bisogno di voltare pagina. Del resto mi pare che l’argomento sia chiuso perché sembra che Bassolino abbia dichiarato che non intende candidarsi a sindaco, quindi…”.
Dopo dichiarazioni del genere, la domanda successiva era obbligata: come intende muoversi il Pd per l’avvicendamento alla Regione Campania? Ci sarà l’alleanza con l’Udc, ovvero con De Mita? Si prepara un’alleanza basata su un programma, o ci sarà il rinnovamento di una coalizione ‘antiberlusconi’? “Le alleanze, - ha detto Franceschini, - saranno decise regione per regione, in base alla reale condivisione del programma. Questa è la linea con cui mi sono presentato e continuerò a sostenere: vogliamo vincere, e per vincere occorre costruire delle alleanze, ma non si può in nessun modo tornare a quella stagione in cui le alleanze non erano fatte intorno a dei programmi veri, ma solo mettendo sigle, sigline, tutto quanto c’era purchè fosse contro l’avversario. Io penso che nessuno voglia tornare ad una stagione in cui le alleanze erano fatte da Mastella a Diliberto, da Pecoraro Scanio a Dini”.
 

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di Nico Falco
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