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Il nuovo libro di Simone Di Meo e Gian Marco Chiocci

Bassolino presenta "De Magistris, il pubblico mistero" -video

Presentazione all'Hotel Mediterraneo

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Bassolino presenta 'De Magistris, il pubblico mistero' -video
30/10/2013, 11:11

NAPOLI - “Una toga interessata più ai titoli di giornale che ai risultati in tribunale”. È così che i giornalisti Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo descrivono l’attività da magistrato del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, nel volume scritto a quattro mani dal titolo “De Magistris, il pubblico mistero”, una biografia non autorizzata del primo cittadino partenopeo, con la prefazione di Filippo Facci e pubblicato da Rubbettino. Il libro è stato presentato all’Hotel Mediterraneo di Napoli, insieme agli autori sono intervenuti Paolo Russo, capocronista del Mattino, Marco de Marco, direttore del Corriere del Mezzogiorno, Amedeo Laboccetta, coordinatore del Pdl Napoli ed infine da Antonio Bassolino.

“Ha avuto un grande fiuto Luigi De Magistris. Prima di tutto a non candidarsi al presidenza della Regione Campania dove non avrebbe avuto alcuna possibilità poi scegliendo il momento opportuno per correre alla carica di sindaco di Napoli”. Così Antonio Bassolino ha tracciato un'analisi della storia politica del primo cittadino.

''Aveva già in testa di candidarsi a sindaco, ma ha evitato le primarie del centrosinistra - dice - Il Pd ha mandato in diretta davanti alla città il suo autolesionismo. E' a quel punto, con un centrosinistra già spaccato, che entra in scena De Magistris. Ha avuto la sua parte anche la spaccatura interna al centrodestra e al di là di Morcone e Lettieri (candidati rispettivamente del Pd e del Pdl, ndr), bastava andare al ballottaggio contro chiunque dei due per vincere proprio perché i partiti alle loro spalle erano spaccati''.

“C'è un filo conduttore nelle due vite di de Magistris, quella di magistrato e quella di politico: Impressionanti liti, continue rotture. Litiga con tanti suoi collegi magistrati, con procuratori generali, con il Csm, il Ministero di Grazia e Giustizia - conclude - e lo stesso fa in politica''. Bassolino racconta dell'opposizione della destra che ha affrontato da sindaco e da presidente di Regione e di quando, in occasione di una riunione del Consiglio comunale sul bilancio per tre notti non mi mossi dall'aula, fumando anche sei-sette pacchetti di sigarette, perché l'ostruzionismo è un diritto. “Si fa una gara di resistenza''. Oggi invece ''osservo la vita tranquilla dei Consigli sia comunale sia regionale''. ''Forse - dice ancora - in Regione anche grazie alla norma che introducemmo noi e che ho lasciato a Caldoro il quale può porre la fiducia sul bilancio''. ''Ma questo - conclude - sempre nel rispetto dell'avversario''.

Il libro è un’inchiesta sulle inchieste del De Magistris magistrato e sulla sua ascesa in politica. Una critica esplicitata fin dal titolo. Gli autori promettono tutta la verità sui fallimenti collezionati da de Magistris documentati da migliaia di carte processuali inedite dalle quali si evince una condotta fallimentare sin da quando indossava la toga passando per l’elezione al parlamento europeo e soprattutto a sindaco di Napoli. Carriera politica che ha toccato il fondo, secondo gli autori, con il flop della lista Rivoluzione Civile messa in piedi con Antonio Ingroia.

'Con il libro è partita l'operazione-verità su de Magistris – spiega Amedeo Laboccetta, coordinatore del Pdl Napoli e presidente dell'Associazione Polo Sud - Il volume, come una risonanza magnetica, mette in luce il grande bluff e la pericolosità sociale e politica di questo demagogo''. Una ''inchiesta giornalistica documentatissima''. E ''l'unica colpa dei due autori è quella di averla data in ritardo alle stampe''. ''Se fosse stata pubblicata nel 2011 - spiega - i napoletani avrebbero avuto più elementi per giudicare il candidato de Magistris e la città si sarebbe risparmiata questa piaga''.

“Dagli esordi in magistratura alle indagini flop – si legge sulla quarta di copertina - che hanno messo nel tritacarne mediatico-giudiziario presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari, giornalisti, uomini dei servizi segreti, imprenditori, magistrati”. “Il libro si arricchisce di testimonianze dirette – racconta Chiocci durante la presentazione - come il caso di Rosa Felicetti, insegnante di Catanzaro, fermata il 21 giugno 2005, ammanettata e portata in un carcere di massima sicurezza a Reggio Calabria sotto il peso di accuse infamanti: dall'associazione per delinquere al traffico di esseri umani. Peccato che dietro queste presunte trame sinistre ci fosse un proposito terra terra ovvero la signora intercettata stava solo cercando una badante”.

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di Veronica Riefolo
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