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Bassolino presenta "Il Partito Politico Oggi" con Tronti e Calise


Bassolino presenta 'Il Partito Politico Oggi' con Tronti e Calise
21/04/2011, 11:04

“La riforma del partito deve essere una riforma istituzionale”. Così il presidente della fondazione Sudd Antonio Bassolino durante il suo intervento alla presentazione de “Il Partito Politico Oggi”, il numero della rivista edita dal Centro Riforma per lo Stato “Democrazia e Diritto” di cui si è discusso oggi presso la sede della fondazione. Nel corso del suo intervento, infatti, il presidente di Sudd ha sottolineato come “i partiti, da costruttori della democrazia sono infine diventati per la stessa democrazia un problema perché non rispondono più alle istanze sociali”. “Oggi – ha spiegato Bassolino - i partiti ascoltano, ma non parlano. E questo anche se in apparenza sembra vero il contrario, visto che tutti i giorni sempre le stesse poche persone parlano molto attraverso stampa e tv ma alla fine è come se non parlasse nessuno perché usano parole lontane dalla realtà”. Ma per il presidente di Sudd le cause della crisi dei partiti non vanno ricercate soltanto all’interno delle stesse organizzazioni politiche perché, ha ricordato, “ci sono anche le aziende – partito e i giornali – partito che pretendono di dettare la linea ai partiti – partiti”. “Un partito dell’Ulivo che partisse dal basso, dall’esperienza dei sindaci del ’93, avrebbe cambiato molte cose e invece al Pd ci siamo arrivati troppo tardi, stremati" ha continuato Bassolino durante la presentazione cui hanno assistito, tra gli altri, il vice sindaco di Napoli Tino Santangelo, gli assessori comunali Gioia Rispoli e Paolo Giacomelli, il professor Mario Santangelo, la professoressa Enrica Ammaturo e vari esponenti del Pd campano come la responsabile regionale Pari Opportunità Valeria Valente, Michele Caiazzo e Luigi Anzalone. "Anche guardando all’attuale campagna elettorale per il Comune di Napoli - ha proseguito Bassolino - la differenza con il ’93 è impressionante. C’è una forte personalizzazione, anzi, una forte micro - personalizzazione vista l’enorme quantità di manifesti e il grande dispendio di risorse anche per i candidati alle municipalità”.

Del resto l’eccessiva “personalizzazione” è la caratteristica distintiva dei partiti politici italiani della cosiddetta “Seconda Repubblica” anche per gli altri due relatori intervenuti al dibattito ossia il direttore del Centro Riforma Stato Mario Tronti e il docente di Scienza Politica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II Mauro Calise. Tuttavia, se per quest’ultimo la cosiddetta “americanizzazione” dei partiti non è necessariamente un male purché “l’identificazione con un leader non sia fuori misura come nel caso del premier Silvio Berlusconi” e “non venga considerata dai partiti della sinistra come un tabù ma piuttosto come il punto da cui partire per una radicale revisione” invece per Mario Tronti la strada da percorrere è un’altra e cioè un ritorno alla tradizione ma nel rispetto dei tempi che cambiano. “L’esempio del Pd è emblematico - ha spiegato Tronti – con le primarie, la leadership veltroniana e persino con il nome ha solo scimmiottato l’esperienza americana ma poi nei fatti si è rivelato un fallimento”. “Ecco perché – ha concluso Tronti - bisogna pensare ad un nuovo modello di partito che sia più strutturato e formato da politici di professione, che accettino la sfida della personalizzazione ma con il riconoscimento della parte sociale cui si rivolgono”.

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di Redazione
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