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Ora l'ex Governatore lavorerà alla Fondazione Sudd

Bassolino saluta i suoi alla Stazione Marittima


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Bassolino saluta i suoi alla Stazione Marittima
23/04/2010, 16:04

NAPOLI – La nostra storia non è finita. In politica, come in Natura, nulla si crea e nulla si distrugge. Con queste parole ieri alla Stazione Marittima i rappresentanti della giunta Bassolino e delle istituzioni campane hanno salutato il pubblico presente. Una vera e propria folla, accorsa per acclamare l’ormai ex governatore della Regione, che si è fermato a salutare la famiglia (sia l’attuale compagna Annamarìa Carloni che la ex moglie con la figlia, sedute in prima fila) gli amici e alcuni colleghi che hanno lavorato con lui per oltre quindici anni.
Un evento, insomma, voluto più dall’ uomo Bassolino che dal politico. Un saluto, come ha ribadito diverse volte durante il suo discorso, nel quale sono rientrati i ricordi dei momenti migliori e di quelli peggiori del governo della sinistra in Regione: la polemica sui rifiuti innanzitutto, ma anche la lotta alla camorra, l’affair sanità e molto altro. Senza tralasciare qualche battuta ai suoi avversari politici: “Contrariamente a ciò che dice Berlusconi, la Campania quando siamo arrivati noi era addirittura ‘nera’” – ha detto – “Come presidente c’era quel ‘galantuomo’ di Rastrelli”.
Sull’impegno speso dall’amministrazione di sinistra si è soffermato anche Antonio Valiante, che è stato vicepresidente della giunta Bassolino in tutti questi anni. “Abbiamo lavorato duro” – ha sottolineato Valiante –“Calandoci nel vivo passo dopo passo; un impegno inarrestabile che non è mai venuto meno. Cosi come non è mai mancato il rispetto per i cittadini”.
Il pomeriggio di ieri ha segnato, comunque, anche un passo verso il futuro. I prossimi impegni riguarderanno il lavoro alla Fondazione Sudd, già gemellata con ItalianiEuropei e diretta dall’ex segretario provinciale Ds Diego Belliazzi. Come ha specificato Bassolino, lo scopo della fondazione non è creare l’ennesimo partito del Sud ma inserire “più Sud in ogni partito”.

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di Ornella d'Anna
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