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Campania. Passo indietro solo se il candidato sarà Cozzolino

Bassolino vuole candidarsi alle primarie del centrosinistra


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Bassolino vuole candidarsi alle primarie del centrosinistra
27/01/2010, 14:01

NAPOLI - Il Lupo perde il pelo ma non il vizio. Antonio Bassolino non vuole proprio rassegnarsi a chiudere, anche se in maniera ingloriosa, la sua stagione in Campania, cominciata nel 1993 con l’elezione a sindaco di Napoli. Lo hanno fatto passare, fino ad un certo punto, come l’uomo della rinascita. Potendo contare su un sistema di clientele che è arrivato persino a pilotare l’informazione. Alla fine, però, non ce l’hanno fatta. Il castello di carta è crollato sotto i colpi dell’emergenza rifiuti, delle discariche inquinate sorte in tutta la regione come funghi; sotto i colpi dell’immobilismo istituzionale; dell’abusivismo edilizio che ha devastato e saccheggiato un territorio senza volto e senza identità. Le inchieste della magistratura che hanno decimato una classe dirigente, tra Comune e Regione, assessori e consiglieri, abituata a fare affari con la camorra, a garantire appalti in cambio di soldi, posti di lavoro in cambio del voto. Sprechi, buchi in bilancio. La sanità non funziona e vanta il debito più alto d’Europa. Una macchina da guerra che se ne frega dei problemi, degli interessi collettivi, della fuga dei migliori cervelli. I giovani sfiduciati, senza lavoro, senza un futuro e senza nemmeno la speranza. Istituzioni delegittimate. Crisi dei valori. Tramonto delle ideologie. Assenza dei partiti. Le inchieste della magistratura a mostrare i business e gli affari consumati. Alcuni processi sono fermi al palo. Non si capisce come mai sui rifiuti e tutto quello che ruota attorno alla spazzatura non c’è mai stata chiarezza. Non è mai stata fatta chiarezza. Non c’è un colpevole. Non ci sono colpevoli. I “pesci piccoli” stanno pagando. Le menti, nemmeno tanto occulte, la regia, i veri delinquenti sono ancora in giro. Nelle istituzioni e nei partiti.
Un vergognoso declino, inesorabile, lento ma continuo, che ha fatto sprofondare la Campania e Napoli in una crisi senza precedenti. Sotto tutti i punti di vista.
La svolta l’hanno chiesta, almeno a parole, tutti quanti. L’Italia dei valori, gran parte del Pd, almeno i reduci, la sinistra radicale. I cittadini chiedono una svolta. Lo impongono le condizioni di degrado civile, sociale, culturale prima ancora che politico, dovute ad un sistema di potere deviato, distorto, imposto in Campania negli ultimi venti anni. E’ finita una stagione. Non quella del rinascimento. Ma delle commistioni e degli intrecci, degli affari e dei business. E’ finita una classe politica che non è mai stata all’altezza della situazione. Non è mai riuscita a trasformarsi in classe dirigente. Il quadro è talmente chiaro che l’articolo rischia di trasformarsi in una lista della lavandaia sulle cose che non vanno. Questioni risapute. Purtroppo, però, nonostante l’evidenza dei fatti, non vogliono farsi da parte.
Il centrosinistra, con l’innesto del movimento di Rutelli, l’Api, è riuscito a trovare una via d’uscita all’immobilismo degli ultimi mesi. Si va alle primarie. Vere. Una partita da giocare dove sarà la gente a valutare la proposta politica migliore e il candidato migliore. Alle primarie, se organizzate in maniera seria e non come ha fatto il Pd nelle precedenti occasioni, non contano le clientele, i favori, le raccomandazioni, il posto di lavoro. Queste distorsioni fanno guadagnare voti alle elezioni. Non alle primarie. Ecco perché Antonio Bassolino, il governatore meno popolare d’Italia, ha tagliato corto. Appena ha visto che le primarie e le intese tra i partiti “sulla discontinuità politica” avrebbero spianato la strada al sindaco di Salerno Enzo De Luca, ha rotto gli indugi. La solita imposizione: il candidato alla presidenza della Regione, senza primarie, è Andrea Cozzolino, parlamentare europeo, eletto a Bruxellese da assessore alle Attività produttive della Regione in carica. Ha fatto campagna elettorale da assessore, da uomo delle istituzioni. Glielo ha concesso il suo padrino, Bassolino appunto, mentre per Angelo Montemarano, sempre candidato alle Europee nella lista del Pd, è arrivata addirittura la revoca da assessore alla Sanità appena firmato la candidatura. Due persi e due misure senza motivazioni. Di nessun tipo. Tra il silenzio quasi inquietante dei vertici regionali del Pd, troppo deboli, poco rappresentativi e senza peso politico. Bassolino comanda lui. Ha sempre comandato lui sovvertendo le regole politiche e democratiche, le consuetudini ed il rispetto per le istituzioni. Ha mortificato le istituzioni e i partiti, alleati e contrari. Ora scalcia perché vede la via del tramonto. La candidatura dell’europarlamentare del Pd è l’ultimo colpo di coda del governatore prima della pensione. Infatti, il via libera a Cozzolino non ci sarà. Il centrosinistra ha deciso di reagire. Di cambiare pagina. Cozzolino è la naturale continuità al sistema che ha affossato la Campania. Allora Bassolino ha preparato la subordinata: si presenterà, in prima persona, alle primarie. Vuole vendere cara la pelle. E’ stato abituato a svolgere la parte del leone. Ma ha finito il mandato. E senza potere la figura di quel leone ed i suoi ruggiti non faranno più rumore. Le primarie sanciranno la fine di un ciclo. Non di rinascimento. Ma di mortificazioni, di degrado e commistioni.

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di Giovanni De Cicco
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