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Possibile lo status di rifugiato anche ad un fascista

Battisti, è ancora scontro tra Italia e Brasile


Battisti, è ancora scontro tra Italia e Brasile
12/03/2009, 19:03

Continua lo scontro tra Italia e Brasile per la vicenda della mancata estradizione di Cesare Battisti. Se da un lato il Brasile lamenta l’aggressione alla propria sovranità, con tanto di risentimento per essere stato definito ‘uno stato di ballerine’, l’Italia risponde affermando che tra i due Paesi c’è amicizia e cooperazione. L’Europarlamento, intanto, lancia un appello: il Brasile riconosca le sentenze definitive degli stati dell’Unione Europea. Ma c’è dell’altro: lo stato sudamericano sarebbe pronto ad accogliere un altro personaggio noto alle cronache italiane, accusato di reati simili a quelli di Battisti. 

Il Parlamento Europeo, durante l’assemblea plenaria a Strasburgo, ha approvato con 363 si, 194 no e 8 astensioni un emendamento presentato dall’eurodeputata Roberta Angelilli (Pdl-An) relativo al caso di Cesare Battisti. Nell’emendamento, che va a modificare la relazione sulle relazioni tra i Ventisette e il paese sudamericano, si sottolinea che un partenariato tra l’Unione e il Brasile “deve essere fondato sul riconoscimento reciproco delle sentenze definitive”. L’Aula ha tuttavia respinto (273 si, 299 no e 10 astensioni) la parte in cui si riaffermava “la necessità di una stretta collaborazione in ambito giudiziario”, in particolare per quanto concerne “le procedure di estradizione”.

Il ministro della Giustizia brasiliano è tornato a polemizzare con il governo italiano, che chiede l’estradizione dell’ex militante dei Pac condannato a quattro ergastoli in Italia. Secondo i media locali, Tarso Genro ha affermato che l’Europa ha ingiustamente attaccato la sovranità nazionale del Brasile. In un’audizione davanti alla Commissione Esteri e Difesa del Senato, Genro ha nuovamente spiegato il motivo che lo ha spinto a concedere lo status di rifugiato a Cesare Battisti. Il ministro, - spiega O’Globo, - ha affermato che, pur considerando l’Italia uno Stato di diritto, pensa che Battisti avrebbe dovuto ricevere una “tutela più ampia” da parte della giustizia italiana. Questo sarà uno degli argomenti che la Corte suprema brasiliana (Stf) dovrebbe tenere presente, secondo Genro, prima di arrivare ad una decisione definitiva sulle richieste dell’Italia.

Genro ha poi aggiunto che anche uno Stato democratico può avere strutture e momenti di eccezione, come è accaduto in Italia quando Battisti era un attivista dei Pac. Ha citato in questo proposito l’esempio di Guantanamo: quando gli Stati Uniti sono stati attaccati al cuore, ha spiegato Genro, “decisero di costruire strutture carcerarie eccezionali, ottenendo confessioni sotto tortura, appellandosi alla tesi che dovevano proteggere un democratico Stato di diritto”. Il ministro ha infine riservato una stoccata ai politici italiani, colpevoli di aver sminuito la professionalità del governo brasiliano. In Italia è stato detto, ricorda Genro durante l’audizione in Senato, che “il Brasile è un paese di ballerine e non di giuristi. Noi, - continua, - abbiamo l’orgoglio di essere un paese di ballerine e anche di grandi giuristi”.

La Farnesina preferisce non rispondere, limitandosi a “ribadire gli stretti legami di amicizia e cooperazione che uniscono Italia e Brasile”. “Rimaniamo, per parte nostra, - si legge in una nota del ministero di Frattini, - in fiduciosa attesa dell’imparziale decisione che verrà assunta dal Tribunale Supremo di Giustizia brasiliano”.

Nelle prossime ore lo scontro potrebbe però diventare ancora più aspro. Il ministro Genro ha infatti annunciato che il Brasile potrebbe concedere lo status di rifugiato anche a un altro italiano legato all’estremismo di destra. Non è stato fatto nessun nome, ma è stato detto che si tratta di una persona per cui sono contestati reati simili a quelli per cui è stato condannato Battisti e che all’epoca dei fatti aveva 18 anni.

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di Nico Falco
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