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Leader del Movimento 5 Stelle attacca ancora Bersani

Beppe Grillo: “Arrendetevi l’Italia è cambiata: Rodotà sarebbe eletto per Plebiscito”


Beppe Grillo: “Arrendetevi l’Italia è cambiata: Rodotà sarebbe eletto per Plebiscito”
18/04/2013, 17:44

"Nessuno ha spiegato a Bersani che l'Italia è cambiata, che non vuole più accordi sottobanco con lo psiconano. La guerra è finita, arrendetevi. Liberateci per sempre dalla vostra presenza”. È quanto scritto sul suo blog dal leader del Movimento 5 Stelle subito dopo la votazione che ha visto Franco Marini non raggiungere il quorum. Il comico genovese non manca di attaccare il segretario del partito democratico, tanto da paragonare le vicende del Pd agli ultimi tempi di Mussolini.
Grillo si riferiva all’ultimo discorso del Duce del 16 dicembre del 1944 al teatro Lirico di Milano per ricompattare i resti delle camice nere. "Gargamella ha inseguito i puffi presenti in sala per convincerli a votare l'ex democristiano Marini, candidato dal Pdl, invece di Rodotà, che sarebbe acclamato dagli italiani per plebiscito", prosegue Grillo. "Marini rappresenta lo status quo, la garanzia di un governo Bersani 'amico del giaguaro' che vuole smacchiare lo psiconano con la lingua - afferma - la nomina di un ministro della Giustizia non ostile a Berlusconi e forse l'innalzamento di quest'ultimo a senatore a vita il prossimo anno".
"Queste giornate di primavera ricordano un altro aprile, quello del 1945", scrive ancora Grillo. "La fine di una lunga guerra e la volontà di ricostruzione. Il Paese, come allora, è in macerie. C'è però una differenza, tra il comico e il tragico. Nessuno dopo il 25 aprile si azzardò a girare per le strade in fez e camicia nera. I fascisti si dileguarono o cambiarono casacca. Il ventennio mussoliniano si concluse nel peggiore dei modi, ma nel dopoguerra almeno non si candidarono al governo i superstiti del Gran Consiglio del Fascismo. Non ci fu un inciucio tra Togliatti e Dino Grandi. I responsabili non si ripresentarono come salvatori della Patria come avviene con Berlusconi, Bersani e D'Alema", conclude il leader del M5S.
Intanto, all’interno del partito è scoppiato il caso Fico. Il deputato pare abbia rilasciato una dichiarazione, riportata poi dalle agenzie e poi subito smentita secondo cui in caso di rinuncia del giurista Roberto Fico avrebbe detto: "Noi andiamo avanti con Rodotà ma potremmo votare Prodi se tutti i candidati M5S prima di lui nella rosa dovessero rinunciare". Ma il deputato nega di aver mai rilasciato dichiarazioni simili o aperto a un'ipotesi del genere.

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di Erika Noschese
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