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"Mai a Palazzo Vecchio. Su 39 sedute assente 25 volte"

Beppe Grillo attacca Matteo Renzi: "Un sindaco fantasma"

Il primo cittadino risponde: "I conti del Comune in regola"

Beppe Grillo attacca Matteo Renzi: 'Un sindaco fantasma'
04/11/2012, 17:42

Nelle primarie del centrosinistra si inserisce a gamba tesa il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo con una critica feroce nei confronti di Matte Renzi. Il comico genovese utilizza il blog per sferrare l’attacco al primo cittadino di Firenze: “Il fantasma di un ex sindaco si aggira in una Firenze strangolata dai debiti. È Matteo Renzi. Da quando Renzi è in campagna elettorale per le primarie, non si è mai presentato in Consiglio Comunale”. Grillo non risparmia attacchi ed epiteti nei confronti di Renzi, definendolo “l’ebetino di Firenze” e facendo i ‘conti della lavandaia’ del primo cittadino: “Ecco i dati del grande assenteista dal suo insediamento in Palazzo Vecchio fino allo scorso 10 ottobre. Nel 2009 su 17 sedute assente 5, nel 2010 su 48 sedute assente 26 volte e presente 22, nel 2011 su 44 sedute assente 2 e presente 23 volte, nel 2012 su 39 sedute assente 25 volte”.
La critica diventa più aspra quando Beppe Grillo sottolinea l’assenza di Matteo Renzi dal Consiglio Comunale durante il suo tour in giro per l’Italia, dove va rivendicando con orgoglio i bilanci in regola della sua amministrazione. “Dall’inizio delle primarie – spiega il leader M5S -, dal 13 settembre 2012, non è mai stato presente in Consiglio. Forse il motivo per cui Renzi non si fa più vedere sono i debiti verso i fornitori che hanno eseguito lavori per il Comune, debiti pari a 98 milioni di euro. I fornitori, infatti, vorrebbero incontrarlo di persona. Undici milioni circa fanno parte della spesa corrente che andavano pagati a 90 giorni con ritardi ancora contenuti, 30 milioni sono di spesa in conto capitale di opere pubbliche con ritardi che risalgono fino a giugno 2011. Per questi debiti sono stati emessi mandati di pagamento senza essere onorati. Per i restanti 56 milioni il Comune ha regolarmente validato le fatture senza saldarle perché mancano i soldi e si sforerebbe il Patto di Stabilità. Di questi tempi un’attesa eccessiva è fatale per qualsiasi impresa, ma non per Renzi. Quaranta milioni di euro sono stati spesi per rifacimenti e abbellimenti di strade e piazze di cui lui va tanto fiero nei salotti televisivi. Intanto a Palazzo Vecchio sta arrivando una miriade di Decreti ingiuntivi mentre Renzi si atteggia a premier e prepara la grande fuga in Parlamento”.
La risposta di Renzi alle critiche di Grillo arriva sul filo dei social network. Prima su Twitter e poi su Facebook il sindaco di Firenze scrive: “I conti del Comune di Firenze sono in ordine e non destano alcuna preoccupazione. Basta avere un minimo di competenza amministrativa per capirlo senza alcuna ombra di dubbio. E Firenze è l’unica amministrazione comunale ad avere le proprie fatture pubblicate on line. Per dire che Firenze affoga nei debiti, bisogna non capire nulla di nuoto oppure non capire nulla di economia. Beppe Grillo nuota bene. Evidentemente si danno il cambio. Oggi tocca a Beppe Grillo attaccarmi. Nel merito, l’assessore al Bilancio risponderà a minuti con tutti i dati economici della città. E il mio staff comunicherà tutti gli incontri a cui ho partecipato in città in questo periodo”. A rafforzare le tesi del sindaco, si aggiunge il commento dell’assessore al Bilancio Alessandro Petretto: “Non vi è dubbio che ci siano delle sofferenze per i pagamenti verso i fornitori che hanno effettuato lavori per l’amministrazione fiorentina. Sono dovuti al Patto di Stabilità che impedisce pagamenti per spesa per investimenti, per i quali l’amministrazione ha già le risorse pronte. Per venire incontro a queste esigenze, il Comune si è fatto promotore di appositi accordi per la certificazione del credito con gli istituti bancari che anticipano alle aziende i soldi che poi il Comune restituirà. La nostra amministrazione ha visto ridursi le risorse a disposizione tra il 2011 e il 2012 per oltre 60 milioni di euro”.

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di Emanuele De Lucia
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