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Caos nel Movimento 5 Stelle, Pizzarotti: "Serve congresso"

Beppe Grillo, dopo Favia tutti contro tutti

I militanti attaccano: "Vogliamo trasparenza"

Beppe Grillo, dopo Favia tutti contro tutti
07/09/2012, 20:48

Caos tra i grillini dopo il fuori onda di Giovanni Favia, consigliere regionale in Emilia Romagna che ha accusato il Movimento Cinque Stelle di poca democrazia interna additando come “padrone occulto” Gianroberto Casaleggio, cofondatore del movimento insieme a Beppe Grillo e già al centro di polemiche qualche mese fa per lo stesso motivo. Favia, che ignorava di essere registrato dal giornalista di Piazza Pulita (La7), diceva che “Casaleggio prende per il culo tutti perché da noi la democrazia non esiste”. 

Non si è fatto attendere l'intervento di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, il primo sindaco del movimento che in più occasioni si è scontrato con Grillo e ora ci tiene a precisare alcuni dettagli sulla gestione del movimento.

Le sue parole, durante un’intervista rilasciata a Parmasera, suonano come un monito ai fondatori: “In passato ci sono stati incontri nazionali, probabilmente in vista delle elezioni politiche nazionali un congresso serve. Non credo che Favia debba dimettersi, ha espresso una sua preoccupazione”.

Anche un altro consigliere, questa volta di Ravenna, Pietro Vandini, chiede un confronto “perché quotidianamente ci mettiamo la faccia […] Evidentemente ci sono alcune cose da chiarire. Da mesi lo chiediamo, che sia arrivato il momento?”.

Ma c’è anche chi attacca Favia: è Vittorio Bertola, consigliere comunale di Torino, che lo accusa di voler andare in un altro schieramento politico.

Di parere opposto il consigliere espulso per volontà di Grillo dal M5S Valentino Tavolazzi, che si toglie qualche sassolino dalla scarpa e non usa mezzi termini: "Favia ha detto la verità, anche se durante un fuorionda. I fatti da lui descritti esistono. Ora, dal Movimento 5 Stelle ripartirà ancora più rafforzata la battaglia per la democrazia interna". "Casaleggio - ha aggiunto – dovrebbe limitarsi a fare il tecnico, a gestire il portale. Invece, vuole fare il capo ed è chiaro che questa cosa non passa tra gli eletti emiliano romagnoli. Ha una visione centralistica e padronale del Movimento che però non è di sua proprietà”.

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di Gaia Bozza
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