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Il comico genovese vuol diventare un politico

Beppe Grillo vuole candidarsi come segretardio del Pd


Beppe Grillo vuole candidarsi come segretardio del Pd
12/07/2009, 17:07

Lo fa sapere questa mattina attraverso il suo seguitissimo blog con un secco:"Io mi candiderò"; il comico genovese pare sul serio intenzionato ad entrare in politica, tra le fila del Pd, come segretario. Se Grillo è veramente deciso a candidarsi come futuro leader del Pd, il prossimo 25 ottobre, saranno dunque ben 4 quattro i "pretendenti al trono" del sinora un po' sgangherato e confusionario partito democratico (Franceschini, Bersani, Marino e lo stesso Grillo). Beppe, dopo un energico ed impietoso attacco all'attuale classe politica, cerca di presentare la sua alternativa di governo e annuncia che il suo programma e già pronto: "Sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l'applicazione delle leggi popolari di Parlamento Pulito e un'informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi".
Ce lo immaginiamo con il solito tono incazzato e determinato quando, sulle pagine del blog, scrive con parole che  si sperano profetiche:  "Il PDmenoelle è l'assicurazione sulla vita di Berlusconi, è arrivato il momento di non rinnovare più la polizza. Arrivederci al 25 ottobre!". Diverse e spesso opposte le reazioni dei "grillini". Non mancano quelli che reputano poco condivisibile la scelta del comico di candidarsi e si lasciano andare ad un eloquente:"Beppe ma che cazzo fai?". Altri, invece, paiono attendere da tempo una simile scelta da parte del loro beniamino; un utente che si firma Sebastiano infatti esulta scrivendo: "Sono sobbalzato sulla sedia appena ho letto il post di Grillo; rompere le scatole dall'interno è una trovata geniale", mentre Alberto si augura che non sia uno scherzo. Non mancano, ovviamente, nemmeno i commenti dei fedelissimi come "sante mastrandrea": "Pd o Idv è uguale. L'importante è che ci sia Beppe alla guida. Il resto non conta".
Di sicuro, al di la di fan e detrattori, la scelta di Grillo, se verrà portata avanti con convinzione fino in fondo, rappresenta innegabilmente un passo epocale nella storia della politica contemporanea e, probabilmente, risponde anche all'acuto e giusto quesito di Daniele Luttazzi, il quale, da sempre, chiedeva al suo "collega" di scegliere se fare il comico o iniziare a dedicarsi tout court alla politica; senza comizi dal animus ambiguo. Ora non resta che stare a guardare e vedere cosa succede, magari essendo tanto arditi da votare sul serio il vulcanico comico di Genova. Lo scenario sembra un po' quello tipico del: "Non abbiamo nulla da perdere" e, trascendendo i consueti pregiudizi riguardo a chi, dal mondo della risata, tenta di avventurarsi nella mondo dell'amarezza, vien da darla una piccola possibilità a Beppe Grillo; se non altro perchè, in tanti campi tra cui quello economico, si è dimostrato più competente e lungimirante dei numerosi dinosauri politici che hanno mal gestito il paese fino ad oggi. Infondo, che Grillo faccia ridere molto meno di tanti  sedicenti politici che attualmente ricoprono incarichi nel Pd e nel Pdl, pare innegabile così come è innegabile  il fatto che, la maggiore credibilità di un comico rispetto ad un politico, la dice lunga sulla situazione in cui versano maggioranza e opposizione del governo italiano.

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di Germano Milite
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