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Gli enti locali in rivolta per i tagli (9 miliardi)

Berlusconi: 45 miliardi di tagli in 2 anni, alle 19 il Cdm


Berlusconi: 45 miliardi di tagli in 2 anni, alle 19 il Cdm
12/08/2011, 15:08

ROMA - L'incontro, previsto questa mattina, tra il governo e i rappresentanti degli enti locali non è stato positivo per questi ultimi. Che, nella conferenza stampa successiva, non hanno evitato di mostrare il loro disappunto.
Innanzitutto il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi ha confermato l'entità della manovra: 45 miliardi tra il 2012 e il 2013, anzichè nel triennio 2012-2014. Per quanto riguarda il 2012, i tagli di competenza degli enti locali saranno pari a 6 miliardi, più altri 3,5 miliardi nel 2013. di questi, i comuni pagheranno oltre un miliardo. Una cifra che un Graziano Delrio (vicepresidente vicario dell'Anci) scurissimo in volto ha definito "la fine dei comuni", dato che si tratta del 40% dei trasferimenti provenienti dallo Stato. Un taglio che invece il governo si è mostrato sicuro di poter portare a termine facilmente, grazie anche a misure per l'accorpamento dei comuni e la soppressione di una parte delle Province. Inoltre, pare che il governo abbia assicurato ai comuni l'introduzione immediata, sin dal 2012, dell'Imu, la tassa comunale che dovrebbe assorbire sia l'Ici che la Tarsu (Tassa sui rifiuti solidi urbani). Era presente anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha quantificato i tagli per Roma in 270 milioni di euro in due anni; una cifra definita insostenibile. Anche l'Upi (Unione Province italiane) attraverso il suo presidente Giuseppe Castiglione, ha definito la manovra "iniqua e depressiva".
E a risollevare il morale non è bastato l'annuncio di Tremonti che ha assicurato tagli ai ministeri per 6 miliardi nel solo 2012.
Successivamente, i leghisti hanno provato a mitigare l'impatto mediatico della conferenza stampa. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha assicurato che nonostante i tagli, non verranno toccate in Veneto quelle che sono "le colonne portanti della via dei cittadini: Sanità, sociale, Fromazione Scuola Lavoro e Trasporto pubblico". Il leader leghista Umberto Bossi ha cercato di tranquillizzare gli enti locali, dicendo che avrebbe vigilato lui sull'attività del governo, in particolare sulle pensioni. Se si considera che col governo Berlusconi l'età pensionabile è stata portata a 65 anni per le donne e si è fatta una legge per portarla a 70 anni per tutti entro il 2030, c'è poco da fidarsi di certe "sentinelle"

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di Antonio Rispoli
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