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Senza la fiducia al Parlamento, entro dicembre alle elezioni

Berlusconi: 5 punti da sottoporre a Fini


Berlusconi: 5 punti da sottoporre a Fini
20/08/2010, 20:08

ROMA – Il risultato del vertice del Pdl di oggi a Palazzo Grazioli è un documento di dieci pagine che i finiani dovranno visionare; per rilanciare il programma di governo e chiudere la legislatura, cinque sono i punti fondamentali: Federalismo, Sud, Fisco, Giustizia e Nodo Sicurezza. Al termine del summit, durante la conferenza stampa il Premier ha illustrato la strategia dell’esecutivo e ha affermato che chiederà la fiducia in Parlamento sui fatidici cinque punti. In maniera secca Berlusconi ha detto che il governo non accetterà che sui cinque punti del programma sottoscritto con gli elettori ci possano essere trattative, come quelle che ci sono state nel passato. "Certamente entro dicembre, se non ci fosse la fiducia sui punti del programma ogni passo in più sarebbe tempo perso", quindi il cavaliere non disdegna le elezioni, infatti egli paventa un risultato per il suo partito con percentuali oltre il 50%; ma sa benissimo che i maggiori benefici andrebbero alla Lega di Bossi. Berlusconi ricorda anche che si deve rispettare la volontà degli elettori che nell’elezione del 2008, anche grazie alla legge elettorale, con una novità assoluta hanno scelto il Premier, l’alleanza e il programma di governo. Quindi le scelte del popolo sovrano non possono essere cancellate. Il numero uno del Pdl chiude questo punto con una delle sue solite stoccate: "Niente governo degli sconfitti".
Per quanto riguarda la giustizia, il chiodo fisso di Berlusconi, egli così annuncia: "Approveremo una legge a tutela delle alte cariche istituzionali, già ora al Senato e che verrà approvata in tempi celeri anche alla Camera". Il cavaliere poi torna ad attaccare i giudici denunciando il "Tentativo che una minoranza militante della magistratura cerca di porre in atto sin dal 1994", cioè quello "Di abbattere il governo legittimo della Repubblica, in nome di una presunta superiorità morale, attraverso sentenze ispirate da teoremi politici anziché da un’autentica esigenza di giustizia". E poi con l’affondo finale ricorda la necessità di una riforma per la disciplina dei magistrati ed un intervento sul Csm con una riforma costituzionale allo scopo di avere "Due organismi separati per la magistratura".
Sul tema dell’immigrazione il governo intende proseguire con la politica dei respingimenti.

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di Dario Palladino
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