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Il premier cerca 316 deputati per andare avanti

Berlusconi a caccia di consensi: "Mi aspetto lealtà da Fini"


Berlusconi a caccia di consensi: 'Mi aspetto lealtà da Fini'
12/09/2010, 15:09

ROMA - È legata ai numeri ormai la sorte del Governo Berlusconi. Si cercano almeno 300 deputati su cui poter contare per far sì che l’Esecutivo vada avanti anche senza l’apporto dei finiani. Ed il numero perfetto, in questo caso, sarebbe il 316: una cifra che garantirebbe al Cavaliere di arrivare fino alla fine della legislatura senza alcun problema. Berlusconi dopo tutto crede che il Pdl non sia morto: “Qualcuno ha preferito però mettersi in proprio” ha detto il leader del partito azzurro. L’appuntamento più atteso è per oggi alla festa di ”Atreju”, quando Berlusconi risponderà alle domande dei giovani del Pdl di stretta militanza ex An rassicurandoli sul futuro del partito. Ed ha già chiarito che si aspetta dai finiani un atto di coerenza: “Dobbiamo andare avanti e farlo con grande determinazione. Per dirlo chiaro, non credo che i parlamentari che abbiano aderito alla nuova formazione che fa capo a Fini vogliano venir meno all'impegno preso con gli elettori. Ciascuno di loro sarà leale anche al simbolo del Pdl su cui è scritto il nome di Silvio Berlusconi”. Mosse e tattiche di gioco prima del discorso alla Camera di fine settembre. Due settimane sono un tempo troppo lungo per scoprire le carte e annunciare sin da ora, come sollecitato da Gianfranco Fini, un voto di fiducia, per poi scoprire, e magari dover accettare, che il governo non si regge più su due gambe ma su tre e che i ”finiani” sono decisivi. E allora si cercano i numeri per tirare avanti. Saranno quindici giorni di campagne acquisti e di titoli sparati sui giornali. Berlusconi – secondo i ben informati – ci crede poco o niente alla possibilità di andare avanti sino alla fine della legislatura, ma ha l’obbligo di mostrare fiducia e ottimismo agli elettori, ai mercati finanziari, al Quirinale. D’altra parte siccome “non ho mai visto un pessimista combinare qualcosa di buono” il premier si sforza. Il premier domani farà il punto della questione con i suoi capigruppo e coordinatori, ma nel Pdl non mancano i dubbi di coloro che considerano il nuovo gruppo “una pagliacciata, visto che più della metà sono già nostri parlamentari”.  Il nuovo gruppo servirà anche a ridefinire l’assetto delle Commissioni e fare piazza pulita dei ”finiani” nei posti chiave.
Le parole di disgelo del presidente del Consiglio non vengono ascoltate da Pierferdinando Casini: "Berlusconi passi dal delirio di autosufficienza al riconoscimento che non ha più una maggioranza e si dimetta". Il leader dell'Udc ribadisce possibili convergenze "sulle buone leggi" e rilancia la proposta di "un governo di responsabilità nazionale. La politica del'aggiungi un posto a tavola non ci interessa".

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di Davide Gambardella
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