Politica / Parlamento

Commenta Stampa

"Il presidente della Camera deve condividere il programma"

Berlusconi a Fini: ti sei escluso da solo dal Pdl


Berlusconi a Fini: ti sei escluso da solo dal Pdl
03/11/2010, 20:11

ROMA - Daniele Toto, neocoordinatore regionale in Abruzzo e Roberto Rosso, appena eletto coordinatore Fli in Piemonte, sono i due nuovi "acquisti" del gruppo finiano oramai in procinto diventare ufficialmente partito.
Silvio Berlusconi, dunque, sebbene continui a perdere pezzi, non smarrisce la volontà di presentare il proprio partito come assolutamente auosufficiente e capace di far fronte compatto alla crisi interna patita oramai da diversi mesi.
In particolare, interrogato proprio sui sempre più tesi ed ambigui rapporti con Gianfranco Fini, il premier ha inquadrato il suo ex alleato come "autoescluso" dal Pdl e propiziatore di una divisione "preparata da Tempo".
Tuttavia, il Cavaliere, sembra voler lasciare ancora un piccolo spiraglio al presidente della Camera:"C'è sempre la speranza - osserva infatti - che tutti gli elettori del centrodestra possano ritornare sotto un'unica bandiera per un vero cambiamento del Paese. Capisco che i parlamentari del nuovo gruppo si siano sentiti in dovere di seguire Fini che li aveva indicati personalmente nelle liste elettorali. Ma in loro esiste anche la consapevolezza di un dovere di lealtà nei confronti degli elettori che li hanno votati sotto il simbolo del Popolo della Libertà, un simbolo in cui compariva il nome di Berlusconi come candidato presidente. Anche recentemente alcuni di loro mi hanno confermato la loro lealtà: 'Stiamo con Gianfranco, ma mai contro Silvio'".
Il tentativo di attribuire tutte le colpe della rottura alla terza carica dello Stato, però, non viene abbandonato:"Il Popolo della Libertà, lo ripeto per l'ennesima volta, - ribadisce quindi il presidente - non ha mai messo nessuno alla porta, ma ha subito una scissione che evidentemente era stata preparata da tempo e aspettava soltanto un pretesto per consumarsi. Dunque, non si tratta di un'espulsione, bensì di un'autoesclusione". Subito dopo, si arriva a quella che in molti hanno considerato una vera e proprio negazione d'evidenza:"Fini non è mai stato cacciato - assicura difatti Berlusconi.- Noi parlavamo di Fini come presidente della Camera e non come componente del partito. L'unico elemento concreto di quel documento fu il deferimento ai probiviri dei tre elementi più oltranzisti nell'azione critica nei confronti del governo. In ogni caso, quando una maggioranza nomina il presidente della Camera o del Senato, si aspetta, come minino, che essi condividano il programma legislativo che questa maggioranza e il suo governo presentano nella Camera di loro competenza".

LA REPLICA DI FLI
Pubblicata anche sul Corriere, arriva celere e sferzante la risposta dei finiani. In particolare è Italo Bocchino a contraddire platealmente il capo del governo:"A tutti gli italiani è chiaro che Gianfranco Fini è stato espulso dal Pdl"; precisa infatti il coodinatore di Fli alla Camera che poi incalza:"Contro Fini è stato emanato un editto, che ne ha dichiarato l'incompatibilità con il partito senza contraddittorio e discussione. Per noi, però, è acqua passata, ora c'è un movimento che sta crescendo sul territorio e in Parlamento".
In conclusione, in finiano di ferro, utilizza una metafora efficace per definire la posizione di Futuro e libertà nei confronti del Premier:"Berlusconi deve governare - sentenzia - Il nostro dovere non è staccare la spina ma ricordare al premier che il suo dovere è governare. Rischiamo però di apparire come quelli che chiedono l'accanimento terapeutico".
Bocchino e gli altri uomini dell'ex leader di An sembrano dunque coerenti con i proclami lanciati nelle ultime settimane di convulsi dibattiti e di serrate votazioni parlamentari: il Presidente rispetti il programma elettorale ed otterrà il nostro appoggio. Ma di questo fantomatico "programma", come si evince probabilmente anche da questo articolo, non se ne parla mai se non mantenando toni molto vaghi ed altrettanto propagandistici. Tutto è rivolto a ciò che si dovrebbe fare ed un paese sempre più diroccato sembra voler essere ricostruito utilizzando come malta la saliva della demagogia.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©