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"Maggioranza coesa, faremo le riforme in 18 mesi"

Berlusconi a Porta a Porta: "Via dall'Afghanistan nel 2014"


Berlusconi a Porta a Porta: 'Via dall'Afghanistan nel 2014'
10/09/2011, 17:09

ROMA - Si è svolta oggi pomeriggio la registrazione della puntata di Porta a Porta che questa sera vedrà ospite il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi. Ovviamente lo schema è il solito, l'unico che il premier accetta: lui parla, nessuno replica, il conduttore fa il maggiordomo.
Anche le dichiarazioni sono sempre le solite: Fini ha tradito, ma dopo di lui la maggioranza è più coesa e quindi Berlusconi si dichiara sicuro di portare a termine, entro il 2013 - data in cui finirà la legislatura - le tre riforme fondamentali. Che sono la riforma fiscale, quella dell'architettura costituzionale e quella della giustizia.
Poi ha parlato delle missioni militari all'estero, assicurando che i soldati italiani verranno ritirati dalla missione in Afghanistan nel 2014, dopo che avranno lasciato il controllo del territorio nelle mani dell'esercito afgano.
Quando si è toccato l'argomento della manovra finanziaria ha subito scaricato tutte le responsabilità sulla BCE: "Il percorso della manovra non è stato facile perchè la Bce dopo che noi avevamo interpellato i suoi vertici, perchè sentivamo che la speculazione internazionale stava venendo addosso ai nostri titoli del debito pubblico, ecco quella manovra ci fu 'beccata' direi dalla banca centrale europea con la condizione che noi avremmo dovuto anticipare il pareggio di bilancio al 2013 con quello che era il 2014. Ci dissero anche che dovevamo farlo entro il venerdì sera perchè avevano bisogno di due giorni per convocare e sentire i governatori di tutte le Banche Centrali che poi avrebbero dovuto sentire i Premier di tutti i Paesi, anche perchè i soldi della Bce sono soldi di tutti cittadini", ha proseguito il premier, "quindi noi ci trovammo a dover fare in quattro giorni una manovra di 50 miliardi, se si aggiungono a quelle che sono le nuove misure, le misure che avevamo assunto con le precedenti manovre. Una cosa assolutamente difficile".
Non poteva mancare il momento commovente, quando il premier ha parlato (molto brevemente) del decennale dell'11 settembre: "Mi misi a piangere senza più fermarmi. Ma oggi penso che l'esempio dato dagli americani, quando tutte le nazioni americane si strinsero intorno al loro presidente senza distinzioni politiche, senza distinzione religiose, resti una testimonianza preziosa di come un popolo possa reagire con determinazione di fronte alle peggiori tragedie".

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di Antonio Rispoli
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