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"La salva-Fininvest? La riproporremo in Parlamento"

Berlusconi a Repubblica: "Nel 2013 Alfano premier e Letta al Quirinale"


Berlusconi a Repubblica: 'Nel 2013 Alfano premier e Letta al Quirinale'
08/07/2011, 09:07

ROMA - Intervista del Presidente del Consiglio resa a Repubblica. Una intervista nel quale il premier fa un annuncio su un punto che non aveva mai toccato prima: nel 2013 non ha intenzione di candidarsi a Presidente del Consiglio. " Farò il 'padre nobile'. Cercherò di costruire il Ppe in Italia. Ma a 77 anni non posso più fare il presidente del consiglio", dice il premier. Che poi aggiunge: "Al Quirinale ci andrà Gianni Letta. È la persona più adatta. Anzi è una grande persona. È un buono e ha ottimi rapporti anche con il centrosinistra. Avrebbe anche i loro voti".
Poi l'intervista si sposta sulla norma salva-Fininvest, ma Berlusconi insiste sulla sua linea: Tremonti e Calderoli sapevano tutto (nonostante entrambi abbiano più volte smentito, ndr), anzi, il Ministro delle Finanze, insieme ad Alfano hanno scritto la norma. E poi aggiunge: "La riproporremo in Parlamento. Anche perché, ne sono sicuro, i cinque magistrati della Cassazione ribalteranno il verdetto (cosa impossibile, visto che c'è già una sentenza passata in Cassazione che stabilisce che lui deve risarcire De Benedetti, ndr)".
Non poteva mancare il solito attacco ai magistrati: "Sa qual è la verità? È che il partito dei giudici si sta preparando alle prossime elezioni. Tutti cercano dei meriti per farsi candidare. La loro è semplice invidia sociale". E ne ha anche per la cosiddetta Struttura Delta, cioè quel nucleo di dipendenti Rai ed ex dipendenti Mediaset all'interno della Rai che spingono la Tv di Stato pubblica ad agire in favore dei concorrenti: ""Ma quale Struttura Delta. Se fosse vero, sarebbe una struttura di coglioni. Non hanno condizionato un bel nulla. La Rai ci è sempre stata contro. Le sembra che siamo mai riusciti a farci fare un favore dalla Rai? Nel Cda poi... meglio che non parlo".
E termina parlando della Finanziaria: "Ricordo sempre a Tremonti che in politica il fatturato è composto dal consenso e dai voti. A lui il consenso non interessa, a noi sì. Quindi, fermi restando i saldi, noi la manovra la cambieremo in Parlamento".

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di Antonio Rispoli
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