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L’intervista a Marco Travaglio, giornalista e scrittore

“Berlusconi? Adesso faccia causa a chi gli pare!”

E su Fli: “Fini lasci perdere i nostalgici berlusconiani”

“Berlusconi? Adesso faccia causa a chi gli pare!”
15/02/2011, 15:02

ROMA – La notizia che vede il presidente del Consiglio processato a partire dal prossimo 6 aprile, seppur attesa da diversi giorni, arriva come un fulmine a ciel sereno. Scombussolando soprattutto i piani dello stesso premier, che a riguardo aveva cercato di uscirsene con delle futili ed insensate giustificazioni. Adesso Silvio Berlusconi dovrebbe recarsi dinanzi ai giudici per chiarire la sua posizione. Va da sé che le accuse di concussione e prostituzione minorile non rappresentano roba di poco conto e ci si aspetta che il premier non venga fuori con le solite e personali teorie di vittimismo e faziosità. Presupposto da cui partire è che oggi due italiani su tre non hanno più fiducia in Berlusconi. Intanto continua la battaglia politica tra sostenitori del Cavaliere e chi, come Bersani, in nome dell’opposizione, chiede elezioni anticipate. Sulla questione abbiamo raccolto il parere di un volto familiare agli italiani: il giornalista Marco Travaglio che, ospite fisso della trasmissione Annozero, in più di una occasione ha voluto dimostrare l’assurdità delle mosse e delle dichiarazioni di Berlusconi proprio sul caso Ruby.

Il giudice Cristina Di Censo dispone il processo per il presidente del Consiglio. Si inizia il 6 aprile. Mi piacerebbe partire da una delle ultime dichiarazioni del premier che minacciava di fare causa allo Stato: non è anomalo, quasi ridicolo, tutto questo?
Si. Per quanto riguarda la decisione del gip milanese  evidentemente il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto che le prove prodotte dalla procura di Milano fossero evidenti e che quindi ci fossero gli elementi per saltare così l’udienza preliminare e passare subito al processo. Naturalmente il fatto che Berlusconi abbia minacciato di fare causa allo Stato è una pura sciocchezza, nel senso che lui può fare causa a chi gli pare, ma non ha nessuna possibilità, ovviamente, che lo Stato lo risarcisca. Altrimenti, in caso contrario, tutti gli italiani che finiscono sotto processo avrebbero diritto a fare la stessa cosa. È evidente che una tale teoria non stia ne in cielo ne in terra. La dichiarazione di Berlusconi era solo un tentativo, anche piuttosto patetico, di minacciare il giudice, nella speranza di intimidirlo: per fortuna il gip Cristina Di Censo non si è lasciata intimidire e ha deciso in piena autonomia, come avrebbe deciso in piena autonomia, su qualunque altro imputato avesse avuto di fronte. Per fortuna abbiamo ancora dei magistrati che non piegano la schiena e che quando prendono decisioni le prendono soltanto in obbedienza alla Legge e alla propria coscienza.

Un milione di donne si è mobilitato scendendo in piazza e il premier vede in questo l’ennesima manifestazione a sostegno di una magistratura politicizzata. Come gli risponderebbe?
A dire il vero non sono necessarie grandi risposte. Si tratta di dichiarazioni ridicole. Berlusconi ha definito faziosa e di parte la manifestazione: io non ho mai visto una manifestazione bipartisan. Se si manifesta per qualcosa o contro qualcuno, è evidente che si manifesta per la propria idea. Non si capisce perché non lo si dovrebbe o potrebbe fare. Tutte le manifestazioni sono “di parte”. Quelle organizzate dallo stesso Berlusconi sono per caso imparziali? Dunque è semplicemente un’idiozia affermare una cosa del genere. Il problema per Berlusconi è che un milione di donne, e non solo, sono scese in piazza senza che nessun partito le finanziasse, le organizzasse e nessun partito le portasse in giro con i pullman, come è solito fare lui con le sue manifestazioni. Per lui è un problema che un milione di persone si sia autorganizzato per manifestare non certo a favore della magistratura, anche se non ci sarebbe nulla di strano, ma per manifestare per la propria dignità, soprattutto in virtù di quello che viene fuori dalle notizie riguardanti i festini di Arcore e di villa Cerosa.

Si parla di scontro istituzionale. Negli ambienti della politica tutti chiedono le dimissioni di tutti. La magistratura continua ad essere attaccata. Ma la situazione, almeno allo stato attuale, non tende a sbrogliarsi. In che modo si potrebbe uscire da questa situazione di stallo?
Innanzitutto cominciando a chiamare le cose con il loro nome. Se la magistratura fa un processo politico, non c’è uno scontro istituzionale. C’è un’indagine su delle ipotesi di reato: tutto è riconducibile a quanto avviene quotidianamente nei tribunali per migliaia di cittadini. Se poi il presidente del Consiglio attacca, insulta e minaccia la magistratura, non è uno scontro, ma è una pressione nei confronti dei magistrati. Qui stiamo parlando di un potere dello Stato che fa il suo dovere, indagare e processare, e un altro potere dello Stato che cerca di calpestare l’indipendenza del potere giudiziario. Da questa situazione di stallo se ne esce semplicemente facendo i processi e stabilendo, possibilmente senza cambiare le regole, se ci sono dei reati e chi li ha commessi. Poi è chiaro che in un altro paese, un presidente del Consiglio così, per le cose che dice, per quelle che fa e per i processi che ha a suo carico, non sarebbe più al suo posto da un gran bel pezzo. Dato che però siamo in Italia il premier rimane lì, appiccicato alla poltrona. Si potrebbe uscire da questa fase di stallo con una classe politica che non commetta reati, così da non costringere la magistratura ad aprire indagini sui reati commessi da esponenti della classe politica. Se i politici la smettessero di rubare o di delinquere, tanto per essere chiari, non ci sarebbero indagini su di loro.

Venendo a un altro tema caldo della politica, c’è Fli. C’è stato il congresso fondativo: dopo mesi di oscillazione e confusione interna il messaggio sembra essere chiaro: “Mai con la sinistra”. Ma continuano però le crepe interne. Cosa pensa dell’entità di questa nuova forza politica? Riuscirà secondo lei nell’intento di non essere pro Berlusconi, ma neppure contro Berlusconi?
Io credo che le crepe interne lascino un po’ il tempo che trovano. Quello è il partito di Fini e quindi quello che conta è quello che fa Fini. Dubito che chi ha seguito Futuro e Libertà, dopo il distacco forzato dal Pdl, si preoccupi per le posizioni di un certo Urso o di chi come lui non ha nessun seguito se non quello dei parenti stretti. Quello che importa è quello che deciderà di fare Fini e in questi mesi mi pare che abbia saputo dire delle cose serie. Magari tardive, ma finalmente serie e sensate. Quindi chi vuole una destra non affaristica, non penalmente e moralmente compromessa, sa dove andare. Penso che soltanto nei prossimi mesi si potrà valutare la consistenza di questa forza politica: adesso Fini dovrebbe fare un po’ di pulizia all’interno del suo partito, lasciare andare per la propria strada quelli che ancora hanno nostalgie berlusconiane e dare vita, corpo e fisionomia a una destra non berlusconiana, che si proponga per il futuro, quando Berlusconi non sarà più spendibile e si creerà un vuoto nel centrodestra.

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di Antonio Formisano
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