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Ordina il "serrate le file" e manda ultimatum a Fini

Berlusconi alla direzione nazionale del Pdl attacca sinistra e giudici


Berlusconi alla direzione nazionale del Pdl attacca sinistra e giudici
04/11/2010, 14:11

ROMA - Un discorso tipico del Berlusconi che si sente con le spalle al muro, quello che il Presidente del Consiglio ha tenuto alla direzione nazionale del Pdl. Un discorso che parte dalla vicenda Rubym liquidata col solito attacco alle Procure e alle toghe rosse, accusate - ovviamente senza prove, dobbiamo fidarci della sua parola - di voler rovesciare il voto popolare, per favorire la sinistra, che cerca di colpirlo anche con "campagne mediatiche" (come se non fosse lui a possedere tutte le TV e quasi tutti i quotidiani), che creano "una realtà virtuale basata sull'antiberlusconismo che i media prendono in considerazione ignorando le cose che facciamo". Naturalmente una sinistra che non sarebbe mai capace di fare quello che fa lui e che "ci farebbe fare la fine della Grecia" (come se non fosse grazie ai governi di sinistra e all'ottimo lavoro da loro fatto nel salvaguardare i conti pubblici, se siamo ancora in piedi; mentre Berlusconi e Tremonti hanno completamente mandato gambe all'aria tutto, sia tra il 2001 e il 2006 che oggi). Non manca il riferimento alla possibilità del governo tecnico, ma solo per escluderlo, perchè definito illeggittimo.
Poi il discorso passa ad esaminare la situazione del governo e del partito, a cui viene ordinato di serrare le fila: "Siamo sotto attacco, stiamo uniti". Poi la palla passa ai finiani, ai quali viene intimato di rispettare il voto di fiducia dato al governo un mese fa: "Da allora non è cambiato nulla, per questo chiedo che cessi il logoramento quotidiano del governo. Sono pronto ad un patto di legislatura ma se Fli non vuole andare avanti lo deve dire adesso. Noi siamo pronti al voto anche perché un governo senza di noi sarebbe un governo degli illegittimi e degli sconfitti. Ci auguriamo che il bisogno di sottolineare la loro diversità non li porti ad subalternità politica rispetto alla sinistra. Loro chiedono a Fli di staccare la spina al governo, ma io dico che se vogliono archiviarmi non ci riusciranno con una congiura di palazzo: gli italiani non lo permetterebbero".
La risposta del governo? Il libro, in via di ultimazione, che il governo sta per mandare nelle case di tutti gli italiani, in cui si descrivono i suoi successi (con un po' di fantasia, dato che successi non ce ne sono statio in nessun campo, ndr).
Infine nega che nel suo partito manchi la democrazia: "Per ben sette volte - ricorda il premier - io mi sono adeguato alle decisioni assunte dalla maggioranza dell'ufficio di presidenza, decisioni su cui non ero personalmente d'accordo. Più democrazia di così non credo di possa avere".

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di Antonio Rispoli
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