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Applausi dagli israeliani, gelo nel mondo arabo

Berlusconi alla Knesset attacca Palestina ed Iran


Berlusconi alla Knesset attacca Palestina ed Iran
03/02/2010, 14:02

GERUSALEMME - E' stato un discorso pro Israele con accenni sionistici, quello tenuto dal Presidente del Consiglio italiano SIlvio Berlusconi alla Knesset, il Parlamento israeliano. Un discorso punteggiato dagli applausi dei deputati, soprattutto quelli di estrema destra.
Dopo aver detto che Israele "rappresenta ideali che sono universali, siete il più grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente, se non l'unico esempio. Un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell'ideale sionista", ha anche richiamato le parole di Papa Paolo Giovanni II, dicendo che "il popolo ebraico è il nostro fratello maggiore".
Poi i punti più applauditi, quando ha giustificato le stragi commesse quotidianamente dalle truppe israeliane nella Striscia di Gaza come "una giusta reazione" agli attacchi di Hamas (l'ultimo attacco kamikaze di Hamas su territorio israeliano risale alla fine del 2008, ndr) perchè Israele è "sotto l'attacco della seconda Intifada". DOpo di che ha attaccato anche l'Iran: "In una situazione che può aprirsi alla prospettiva di nuove catastrofi, l'intera comunità internazionale deve decidersi a stabilire, con parole chiare, univoche e unanimi, che non è accettabile l'armamento atomico a disposizione di uno stato i cui leaders hanno proclamato apertamente la volontà di distruggere Israele ed hanno negato insieme la Shoah e la legittimità dello stato ebraico", dicendo che contro l'Iran dovranno essere prese "sanzioni più efficaci"
E proprio dall'Iran sono giunte le prime reazioni, tutt'altro che positive. Il portavoce della Commissione Esteri del Parlamento iraniano, Kazem Jalali, ha definito le dichiarazioni di Berlusconi "una aperta interferenza negli affari interni di un paese indipendente. Sono dichiarazioni che non potranno aiutare a risolvere i problemi, ma al contrario li renderanno più complicati".
Nessuna reazione arriva dalla Striscia di Gaza, ma è normale. Infatti lì non è permesso ai giornalisti entrare. Anzi, non è permesso a nessuno e a niente di entrare. Niente cibo, niente acqua (quella che c'è gli israeliani la canalizzano alle dorgenti e la usano per le loro piscine, ndr), nessuna possibilità di coltivare la terra o di allevare animali senza essere bombardati dall'artiglieria israeliana o dagli aerei. Insomma, una copia in grande di quello che accadeva nel ghetto di Varsavia a partire dall'ottobre 1939 fino al 1944. COn la differenza che oggi gli ebrei non stanno dietro al muro, ma hanno indossato gli elmetti che allora erano delle SS

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di Antonio Rispoli
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