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L'affondo sul governo

Berlusconi all'attacco: "Ci richiameranno a governare"

Alla fine dell'udienza Mills, l'ex premier critica Monti

Berlusconi all'attacco: 'Ci richiameranno a governare'
20/01/2012, 18:01

MILANO - Se qualcuno pensava che si fosse rassegnato, si sbagliava. “La cura non ha dato frutti: ci aspettiamo di essere richiamati, visto che siamo stati eletti”. Lapidario Silvio Berlusconi: al termine dell’udienza Mills trova il tempo per ribadire la sua posizione sul governo Monti. L’ex premier non vede soluzioni alla crisi in Italia, “se non si riesce a convincere la Germania che la Bce deve diventare una vera Banca centrale e arrivare agli eurobond”. “Abbiamo scelto il male minore”, afferma , “perché c’era un attacco ossessivo nei confronti del nostro governo e del presidente del Consiglio in particolare. A lui venivano addossate tutte le colpe, dall’aumento dello spread alla crisi delle Borse”. Berlusconi parla di sé prima in terza persona, poi entra nel vivo esponendo la sua versione dei fatti: “Mi sono fatto da parte con senso di responsabilità e anche con una certa eleganza – spiega – E’ intervenuta la cura ma non ha dato alcun frutto”. Ma il leader del Pdl va oltre:  “Ci aspettiamo di essere richiamati ad occupare le posizioni che avevamo prima, visto che questa è la democrazia e noi siamo stati eletti”. L’ex premier sembra convinto e inaffondabile. Ma i sondaggi restituiscono uno scenario diverso. Lui si schernisce affermando che “la politica tutta è in caduta libera. La colpa è che è retta da regole – si riferisce alla Costituzione – fatte tanti anni fa”. Berlusconi, insomma, non demorde. Ma gli fa da specchio il segretario del Pd Pierluigi Bersani, che all’assemblea del partito facilita il compito di Monti chiedendo al Pdl di tenere “in conto le responsabilità” che vengono chieste. Bersani definisce questo “un governo di impegno nazionale” e di più, ribadisce la disponibilità del Pd a sostenere fedelmente “il governo con lealtà e trasparenza – dichiara – Lo sosterremo finché il Paese non si sarà allontanato dalla soglia del baratro a cui è stato portato, a fine legislatura”.

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di Gaia Bozza
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