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Berlusconi all'attacco di Napolitano e della Consulta


Berlusconi all'attacco di Napolitano e della Consulta
08/10/2009, 11:10

Dopo che la Corte Costituzionale ha bocciato il "lodo Alfano", la legge che garantiva l'impunità alle quattro più alte cariche delo Stato, l'unico a reagire è stato il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi, che ha dimostrato che quella legge era stata fatta apposta per lui. E si è scagliato subito all'attacco, intervenendo telefonicamente alla trasmissione "Porta a Porta", in onda su RAI1 ieri sera. Invitato dal conduttore Bruno Vespa ad esprimersi, è partito all'attacco del Presidente della Repubblico Giorgio Napolitano, asserendo che lo stesso gli aveva garantito che la legge sarebbe passata, perchè sarebbe intervenuto sui Giudici della Corte Costituzionale, utilizzando la propria moral suasion per convincerli. "Tanto- ha aggiunto Berlusconi - sappiamo benissimo da che parte sta il Presidente della Repubblica, e sappiamo benissimo da che parte stanno i giudici della Corte, che sono stati nominati dai precedenti Presidenti che erano tutti di sinistra (in realtà i giudici della Corte Costituzionale di nomina presidenziale attualmente in carica sonosolo quelli nominati da Napolitano e Ciampi. E definire Ciampi "di sinistra" è una barzelletta. ndr)".
Stesso copione questa mattina, alla radio. Parlando alla trasmissione "Radio Anch'io", Berlusconi ha detto nuovamente che la colpa è di Napolitano, Presidente eletto "da una maggioranza che non è più tale nel Paese". Dopo di che è andato all'attacco della magistratura. I processi di Milano? Una farsa. E promette: "Andrò non solo nei Tribunali, ma anche in TV, alla radio, sulla stampa ad illustrare agli italiani perchè mi stanno processando, mettendo in ridicolo gli accusatori".
Queste le dichiarazioni, che definire eversive è dir poco. Perchè cercare di sollevare gli italiani contro i magistrati è eversione, indubitabilmente. Ma secondo i primi rumors, Berlusconi non si limiterebbe a questo. Avrebbe intenzione di far inserire due norme fondamentali per la propria salvezza processuale nelle leggi che sono in via di approvazione. Innanzitutto una disposizione che impedisca di utilizzare nei processi le sentenze relative ad altri processi. Si tratta di un espediente per evitare che la sentenza relkativa alla condanna di David Mills venga utilizzata come prova nel processo che presto si riaprirà contro di lui per la corruzione dello stesso Mills come testimone nei processi in cui Berlusconi è stato assolto, in modo da farlo durare di più e mandarlo in prescrizione più facilmente. La seconda norma, invece vieta ai Giudici di parlare in pubblico dei processi che fanno o di dire qualsiasi cosa che possa danneggiare l'imputato di un loro processo; in caso contrario l'imputato ha diritto alla ricusazione del giudice stesso. Apparentemente la norma sembra priva di senso, dato che già adesso i giudici raramente parlano in TV o in pubblico dei loro processi. Ma la norma permetterebbe di ottenere due risultati: 1) isolare completamente i giudici dalla stampa, in modo che gli italiani non possano sapere neanche chi sono (vecchio pallino di Licio Gelli, e misura prevista nel piano "Rinascita Democratica" come una delle misure per mettere i giudici sotto controllo, ndr); 2) con questa norma all'imputato basta accusare il giudice di aver parlato con qualcuno o di aver lasciato trapelare informazioni, per ottenere la ricusazione del giudice. E' chiaro che in questa maniera una persona che ha il completo controllo dei mass media, può far durare un processo all'infinito, di ricusazione in ricusazione.

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di Antonio Rispoli
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