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"La par condicio è da abolire, è liberticida"

Berlusconi: "Avanti con processo breve e legge anti-pentiti"


Berlusconi: 'Avanti con processo breve e legge anti-pentiti'
11/02/2010, 09:02

ROMA - Nuova presentazione di un libro firmato Bruno Vespa e nuova occasione per il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di esternare a tutto campo (ovviamente senza che ai giornalisti sia permeso fare domande, come è norma in questi casi). Ovviamente i primi attacchi sono per la magistratura: "Non si può governare attaccati da pubblici dipendenti quali sono i giudici", dice, riferendosi ai suoi processi personali, ma anche all'indagine che giusto ieri ha portato all'arresto di Angelo Balducci e all'iscrizione di Guido Bertolaso nel registro degli indagati. E poi il premier aggiunge: "Rispondere all'uso politico della giustizia con un uso democratico del voto popolare è legittimo e assolutamente doveroso", con buona pace dell'articolo 3 della Costituzione. Anche tralasciando il fatto che quasi sempre Berlusconi, quando non ha cancellato i processi, è stato riconosciuto responsabile dei reati contestatigli, il fatto che lui possa usare i suoi poteri istituzionali per non farsi processare va contro la parità sancita dalla Carta Costituzionale. Poi annuncia che le leggi contro i processi si faranno: "Io sono d'accordo sul fatto che si debba cambiare la legge che regolamenta l'utilizzo dei pentiti. Il senatore Valentino ha presentato questo tipo di riforma però senza preparare il terreno: è invece convincimento del governo e quindi dei ministri Alfano e Maroni, che questa riforma debba essere inserita nell'ambito della completa riforma della giustizia". Per la cronaca, la legge Valentino è quella che svuota di ogni valore legale le testimonianze dei pentiti e dei collaboranti. In pratica, sarà impossibile fare processi contro la mafia. Poi aggiunge che verrà approvata anche la legge sul "processo breve", da lui definito "lungo": "Quello approvato in Senato è ancora un processo lungo. E chi è finito nelle maglie della giustizia nel nostro Paese lo sa. Quello dei processi è un girone infernale".
Naturalmente, all'indomani del provvedimento di censura adottato dalla Commissione Vigilanza Rai contro le trasmissioni "scomode" come Annozero e Ballarò, non poteva mancare l'attacco alla par condicio, che è "da abolire", secondo il premier, così come le tribune elettorali andrebbero assegnate in proporzione a chi ha più voti. Poi difende la scelta di riempire le liste elettorali del Pdl alle regioonali con le veline, aggiungendo un tocco di (inesistente) democraticità all'interno del partito: "I candidati non li ho scelti io. Ho solo dato pareri. La vita del Pdl è assolutamente democratica e si sceglie secondo statuto. Io nelle riunioni non mi siedo neanche con i 3 coordinatori ma mi siedo insieme agli altri".
Naturalmente non poteva mancare la difesa del proprio modo di agire verso i figli e verso l'ex moglie: "Non esistono contrasti in Mondadori tra le mie figlie Marina e Barbara. La Mondadori è affidata a Marina. Barbara si sta laureando e avrà la possibilità di scegliere quando vorrà. Il rapporto con la mia signora non riguarda il patrimonio. Dobbiamo solo decidere insieme quanto dovrò versarle e dove andrà ad abitare. Non ho nulla di cui dovermi pentire. Mi sono sempre comportato con rispetto per me e per gli altri. Non ho né rimpianti né rimorsi''. E se lo dice lui...

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di Antonio Rispoli
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