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Il premier ribadisce la necessità di modifcare il Parlamento

Berlusconi boccia Franceschini, "la crisi non si risolve con l'elemosina"


Berlusconi boccia Franceschini, 'la crisi non si risolve con l'elemosina'
12/03/2009, 21:03

Non è con una tassa sui ricchi che si risolve la crisi. Berlusconi boccia l’idea di Franceschini, citando la dottrina economica libera e spiegando che “non è con l’elemosina che si risolve problema”. Il Cavaliere, intervenendo alla cerimonia di consegna degli Oscar del quotidiano “Il Riformista”, ha risposto alla proposta del leader del Pd. Poi risponde al direttore del giornale, Antonio Polito, che gli domanda se il Pd, con Franceschini alla guida, possa diventare socialdemocratico. Immediata la risposta del premier: Dario Franceschini “è un leader cattocomunista e la cosa mi ha impressionato perché pensavo ci sarebbe stata una prevaricazione della sinistra; non è chiaro a quali principi voglia arrivare con questo cattocomunismo. Al Pd auguro di mettere radici solide e di diventare la controparte del Pdl. Diventi un partito socialdemocratico”.

Per il momento i tempi del bipartitismo non sono ancora maturi, ha inoltre spiegato il premier. “C’è un partito a vocazione regionale come la Lega, - ha detto, - ma possiamo pensare al bipolarismo e dunque ad uno snellimento della politica”. E poi ha aggiunto: Il bipartitismo evita uno strozzamento del dibattito politico che altrimenti sarebbe un botta e risposta tra le teorie di tutti i partiti da una parte e le risposte con tutte le altre teorie dei partiti dall’altra. Questo non consente una politica vicina ai cittadini”.

L’Italia potrebbe uscire dalla crisi prima rispetto agli altri stati europei grazie ad un solido sistema bancario, secondo Berlusconi. “Una sola banca ha chiesto un aiuto da un miliardo e 400 milioni”, e quindi “le nostre banche sono in posizione assolutamente migliore” rispetto a quelle degli altri paesi.
Ritornando sul cosiddetto piano casa, il Cavaliere ha detto che un decreto legge sarebbe preferibile ad un disegno di legge, in quanto è un provvedimento che può considerarsi d’emergenza. “Abbiamo un sondaggio che rivela che il 50% delle famiglie vive in un bilocale ed il 30% ha l’esigenza di dotarsi di una stanza in più, - spiega il premier, - ora bisognerà approvare la legge e poi questa passerà alle Regioni che dovranno vararla singolarmente e solo dopo si avrà l’effetto. Ecco perché quando si legge che c’è un pericolo di una dittatura io dico che è esattamente il contrario perché siamo qui e non possiamo fare nulla”.

Berlusconi si sofferma anche sulla necessità si snellire i tempi della politica. “Viviamo la politica con un sistema ed una architettura che non sono più in linea con i tempi, - dice, sottolineando che i passaggi vanno velocizzati, i tempi ridotti, aumentati i decreti.

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di Nico Falco
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