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L'idea è di tornare ad una "monarchia" assoluta

Berlusconi butta a mare Alfano: "Ora comando io, il Pdl è finito"


Berlusconi butta a mare Alfano: 'Ora comando io, il Pdl è finito'
23/05/2012, 09:05

ROMA - Come era ampiamente previsto, a Silvio Berlusconi serviva solo la scusa della sconfitta alle elezioni amministrative (peraltro ampiamente prevista, dati i sondaggi) per silurare il segretario Angelino Alfano. Naturalmente nessuna decisione ufficiale, per ora. Ma si moltiplicano i rumors e le indiscrezioni che vogliono un Berlusconi infuriato contro Alfano, La Russa e gli altri colonnelli del partito, a cui ha lasciato di fatto la gestione di queste amministrative. Per di più su una linea non condivisa: infatti è noto che l'ex premier voleva creare una sorta di network di liste civiche; invece ha prevalso l'idea dei coordinatori nazionali del Pdl, di candidature decise dal "centro".
E soprattutto, quello che Berlusconi intende fare è ricreare il partito. Non un partito strutturato e gerarchico, come il Pdl, ma di nuovo un partito di cui lui è l'unico a comandare, nominando ed allontanando chi vuole. L'esempio che lui ha in mente è quello del Movimento 5 Stelle, che Berlusconi vede come un leader che ordina (Beppe Grillo) e candidati giovani scelti sul territorio. Certo, se i "giovani scelti sul territorio" sono la Minetti e la Pascale, si può dubitare che un progetto del genere duri a lungo.
Ma come l'hanno presa nel resto del partito? Che il Pdl sia ormai in via di disgregazione, l'hanno capito tutti. E la reazione che si verifica è l'unica logica: un "tutti contro tutti", dove ognuno cerca solo di salvare la faccia e rafforzare il proprio bacino elettorale, da poter "far valere" in futuro. Con queste premesse, appare difficile pensare che anche un nuovo partito possa nascondere a lungo queste crepe profonde.

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di Antonio Rispoli
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