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Berlusconi: "Cambieremo la Carta Costituzionale"; le reazioni


Berlusconi: 'Cambieremo la Carta Costituzionale'; le reazioni
10/12/2009, 13:12

BONN - Le reazioni alle dichiarazioni di Berlusconi ("Al potere c'è il partito dei giudici" e "Cambierò la Carta Costituzionale") fatte oggi al congresso del Partito Popolare Europeo, che si tiene a Bonn, non si sono fatte attendere. E se il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha dribblato il problema con un diplomatico "no comment", non si può dire lo stesso per gli italiani. Il primo a rispondere è stato il leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro: "Berlusconi sta stracciando la Carta Costituzionale, prima riducendo il Parlamento ad un servizio privato ora volendo eliminare la Consulta, ultimo baluardo della Costituzione. Se non è fascismo questo, che cosa ci vuole? L'olio di ricino?".
Dura anche la capogruppo europea del Pd, Marina Sereni: "Un comizio indecente contro il presidente della Repubblica e i suoi predecessori, contro la Corte Costituzionale, contro i magistrati, contro l'opposizione democratica. Berlusconi è vittima di un'ossessione, i suoi processi gli impediscono di occuparsi dei problemi reali delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese italiane".
Sebbene tenda a mantenere un basso profilo, questa volta l'Udc non ha potuto evitare di commentare, e lo ha datto con il suo Presidente, Rocco Buttiglione, che in una nota ha scritto: "Non fa bene all'Italia trasferire in ambito europeo le vicende della nostra politica e quelle personali del presidente del Consiglio. Conferma l'immagine dell'Italia come un paese di pulcinella e privo della capacità di assumere nel contesto europeo il proprio ruolo di grande nazione che privilegia il bene comune rispetto alle proprie beghe interne".
Tra i leader europei presenti l'unico che ha risposto sull'argomento è stato il belga Martens, neopresidente del Ppe, il quale si è limitato a dire che Berlusconi "è il primo presidente del Consiglio italiano, dopo la prima guerra mondiale, ad avere una maggioranza così forte". Quando gli è stato chiesto se questo significava un appoggio alle parole del Presidente del Consiglio italiano, Martens non ha approfondito la risposta.
Sulla vicenda è stato intervistato anche il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che è stato molto caustico:
"I popolari europei hanno avuto modo di constatare che cos'e' il rischio di populismo e sono convinto che se ne preoccupano anche loro. Le affermazioni gravissime di Berlusconi oggi faranno il giro d'Europa e drammatizzeranno ancora di piu' il caso Italia".

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di Antonio Rispoli
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