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Incontro con i Ministri in vista del Consiglio Nazionale

Berlusconi: "Chi non vuole stare in Forza Italia, se ne vada"


Berlusconi: 'Chi non vuole stare in Forza Italia, se ne vada'
15/11/2013, 17:49

ROMA - Lunga lettera che Silvio Berlusconi manda oggi a tutti i parlamentari del Pdl, in vista del Congresso Nazionale indetto per domani: "E' indispensabile restare uniti e lavorare insieme, non comprendo le divisioni. Chi non si riconosce nei nostri valori e chi non crede in Forza Italia è libero di andarsene. Domani sarà l'occasione per confrontarci e discutere. Come si fa in ogni famiglia. Ognuno porterà le proprie idee. Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo al disegno comune. Con civiltà, senza pregiudizi, senza retropensieri. Domani dal palco del consiglio nazionale ripeterò quello che ho già detto più e più volte, fino allo sfinimento. Forza Italia è la casa di tutti, di coloro che hanno contribuito a fondarla, di coloro che si sono spesi per farla crescere, di quelli che vi hanno aderito o decideranno, spero, di aderirvi nel prossimo futuro". 
E poi continua, asserendo che Forza Italia "è la casa di chi crede nella grande forza dei moderati italiani. E' la casa di chi antepone l'amore all'odio, di chi non coltiva l'invidia e la maldicenza, di tutti coloro che all'egoismo e ai piccoli, talvolta meschini, interessi personali antepongono sempre il bene comune. Domani sarà il momento del confronto davanti ai nostri elettori, perché a loro, ricordiamolo sempre, dobbiamo la nostra lealtà e a loro dobbiamo garantire il nostro impegno. E dopo aver parlato e ascoltato decideremo insieme il nostro futuro. Domani dal palco ripeterò ancora una volta le ragioni per cui è indispensabile restare uniti e lottare insieme, noi moderati per unire i moderati". 
Il messaggio è stato mandato proprio mentre Berlusconi aveva un incontro con Angelino Alfano e Maurizio Lupi. Un incontro che, come quello di giovedì, non è stato decisivo. E quindi il rischio è di una spaccatura tra i falchi e le colombe, che si preparano anche a creare gruppi diversi sia alla Camera che al Senato. 

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di Antonio Rispoli
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