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Premier afferma di essere stato danneggiato dalla Gasparri

Berlusconi: "Conflitto di interessi? Ne sono vittima"


Berlusconi: 'Conflitto di interessi? Ne sono vittima'
25/05/2010, 10:05

ROMA - Come sempre, quando c'è uno dei libri di Bruno Vespa che sta per uscire, è un fiorire di anticipazioni e contenuti. Essendo questo l'ennesimo libro agiografico del Presidente del Consiglio (esplicativo il titolo, "Sotto il segno del Cavaliere"), vengono riportate senza contraddittorio e senza esame critico tutte le bufale che SIlvio Berlusconi è solito elargire.
E così, parlando del conflitto di interessi, il premier afferma di esserne stato vittima, dato che è stato lui a creare la televisione commerciale in Italia: "In molte occasioni il mio gruppo ha subito e subisce il conflitto di interessi all'incontrario. Ma premesso che ho creato io, in Italia, la televisione commerciale e che la legge Mammì è del 1990, vuole spiegarmi che cosa avrei fatto io da premier per favorire il mio gruppo?". E quando Vespa gli accenna alla Gasparri, la risposta è secca: "Ma non è vero. Al contrario quella legge ha aperto in esclusiva il cielo italiano a Rupert Murdoch che con le decine e decine di suoi canali è monopolista del satellite ed è ormai il concorrente più forte e temibile di Rai e di Mediaset".
Poi accenna brevemente alla ex moglie Veronica, dicendosi sicuro che lei conserverà il suo patrimonio (che Vespa fa notare essere di 100 milioni) per i tre figli, perchè "lei è una risparmiatrice". Naturalmente nessun accenno alle vicende giudiziarie del cavaliere, liquidate con un: "Sono sempre stato convinto che avrei trovato, come si dice, 'un giudice a Berlino', cioè magistrati davvero terzi e imparziali che avrebbero riconosciuto la mia estraneità a tutti i fatti che nell'arco di quindici anni mi sono stati ingiustamente addebitati". Quindi nessun accenno alla decina di sentenze di prescrizione che gli addebitano le responsabilità penali per gli innumerevoli reati da lui commessi; non ultima quella di Mills, che modifica anche la sostanza della sentenza dulle tangenti alla Guardia di Finanza.
Insomma, la solita tiritera che possiamo sentire in TV tutti i giorni e a tutte le ore del giorno, le solite menzogne fatte passare per cose vere e nessuno giornalista serio che gli faccia una sola domanda seria.

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di Antonio Rispoli
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