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Nuovo messaggio audio ai "Promotori della Lebertà"

Berlusconi contro i magistrati: "Vogliono imporre la dittatura"


Berlusconi contro i magistrati: 'Vogliono imporre la dittatura'
12/03/2011, 17:03

ROMA - Continua l'offensiva del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi contro i magistrati. Questa volta il mezzo scelto è il solito audiomessaggio, caricato sul sito dei "Promotori della Libertà".
In questo messaggio, Berlusconi torna a dire che la riforma da lui proposta è stata fatta per il bene del Paese e non è una legge ad personam. Soprattutto, aggiunge, la riforma è stata fatta per impedire "quella esondazione della magistratura dagli argini costituzionali che ha portato ad annullare un'intera classe di governo nel 1992-93, che ha causato l'abbattimento del nostro primo governo nel 1994, che ha determinato anche la caduta di un governo di sinistra  a causa della loro improvvida proposta di riformare la giustizia avanzata dal ministro Mastella". Così come è necessario impedire "il tentativo tuttora in corso di eliminare il governo in carica per via giudiziaria. Da parte nostra invece c'è soltanto l'obbiettivo di lavorare per il bene dell'Italia, e di eliminare finalmente una anomalia, anzi una patologia grave della nostra democrazia. Il primo passo di questa riforma sarà la separazione delle carriere tra la magistratura giudicante e l'ordine degli avvocati dell'accusa, che sarà sancita con l'istituzione di due Csm, entrambi presieduti dal capo dello Stato, con un eguale numero di consiglieri togati e di consiglieri laici, cioè nominati dal Parlamento. In questo modo si porrà fine allo strapotere delle correnti politicizzate della magistratura, che hanno trasformato il Consiglio Superiore della Magistratura in una specie di Terza Camera politica sempre pronta a criticare il governo e il Parlamento e ad intervenire addirittura con commenti sulle leggi in discussione alle Camere".
Inoltre il Cavaliere ritorna sul fatto che l'obbligatorietà dell'azione penale rimane, "ma dovrà essere applicato secondo i criteri che saranno previsti dal Parlamento ogni anno. Con la riforma sarà il Parlamento a indicare le priorità su cui intervenire con l'azione penale".
Naturalmente non poteva mancare l'attacco al Pd: "Io sono convinto che il testo che presentiamo al Parlamento sia un testo molto equilibrato, che metterà alla prova l'effettiva credibilità della sinistra e la sua disponibilità al dialogo. Siamo convinti che questa riforma può rappresentare davvero un passo avanti fondamentale per il rafforzamento della nostra democrazia. Chi questa volta si tirerà indietro non avrà nessuna giustificazione". Ma se era così importante, perchè non è stata fatta prima? Ecco trovato subito il capro espiatorio: "Dal 1994 in poi nelle campagne elettorali ci siamo impegnati a rifondare la giustizia, ma i nostri sforzi sono stati  puntualmente vanificati perchè Fini e i suoi, giustizionalisti e statalisti, si sono messi sempre di traverso, in accordo con le correnti di sinistra della magistratura. Ora che non sono più con noi, anche se più limitata nei numeri, è più coesa e determinata e questo ci consentirà di portare in Parlamento una riforma costituzionale della giustizia assolutamente equilibrata e moderna".
Infine è colpa dei magistrati anche il fatto che dall'estero non vengono ad investire in Italia: "Se nessuna impresa straniera viene più a investire in Italia, il primo motivo è proprio l'assenza di un processo affidabile e di durata ragionevole. E' una realtà incontestabile, visto che abbiamo 9 milioni di processi arretrati tra civile e penale e la giustizia italiana è al 156.mo posto su 180 Paesi nella graduatoria stilata dalla Banca Mondiale proprio per l'eccessiva durata dei processi, che in media durano il triplo della media dei Paesi occidentali".

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di Antonio Rispoli
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