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BERLUSCONI CONTRO I MAGISTRATI


BERLUSCONI CONTRO I MAGISTRATI
21/06/2008, 09:06

La nuova presa di posizione di Silvio Berlusconi contro una parte della magistratura, rea di voler "sovvertire il voto popolare" e la "democrazia", ha provocato la reazione dell'Anm che ieri ha chiesto di incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il 'casus belli' è la cosiddetta norma 'salva premier' approvata nei giorni scorsi dal Senato, che sospende per un anno i processi penali per reati commessi fino al 30 giugno 2002. La norma apre la strada allo stop al processo Berlusconi-Mills che vede il presidente del Consiglio indagato per corruzione in atti giudiziari.
"In questi giorni sono indignato per come certi giornali hanno riportato le vicende che riguardano i processi: non è una norma salva premier. Esprimo indignazione per queste affermazioni; appena potrò parlare con i miei legali dirò anzi che non ne voglio approfittare per eliminare ogni sospetto. E' una norma salva tutti. Questo è quello che mi indigna", ha detto Berlusconi che, come un fiume in piena, ha avvertito: "Non permetterò in alcun modo che il voto popolare e la volontà degli italiani sia sovvertita da infiltrati nella magistratura, che il resto della magistratura non sa mettere all'angolo, e che usano false accuse e risibili come quella che mi è stata rivolta nel 1994".
Il riferimento è alla conferenza dell'Onu sulla criminalità a Napoli, sotto la presidenza italiana del primo governo Berlusconi, quando al Cavaliere venne notificato un avviso di garanzia durante il summit.
"Una cosa è certa: io nel 1994 ho visto sovvertire il voto popolare da parte di una minoranza rivoluzionaria quindi c'è stato il sovvertimento della democrazia", ha proseguito il premier giurando sui suoi figli la sua totale estraneità ai fatti contestati e annunciando che potrebbe lasciare l'Italia e la politica qualora fosse accertata una sua colpevolezza.
Ai nuovi attacchi del premier, l'Associazione dei magistrati ha risposto chiedendo di incontrare Napolitano, che presiede anche il Consiglio superiore della magistratura.
Da Bruxelles, dove si trovava per partecipare ad un vertice dei leader europei, Berlusconi ha annunciato di voler denunciare pubblicamente l'operato di giudici e pm. 
In reazione, il segretario generale dell'Anm Giuseppe Cascini ha accusato il premier di esporre l'Italia a "una grave crisi di credibilità".
Il processo stralcio milanese sui presunti fondi neri di Mediaset vede imputato Berlusconi con l'accusa di corruzione giudiziaria insieme all'avvocato britannico David Mills. Al centro del procedimento, iniziato nel marzo 2007, c'è l'accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 avrebbe fatto inviare 600.000 dollari a Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone (e quindi con l'obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla), le informazioni su due società off-shore usate dal gruppo di Segrate, secondo la procura, per creare fondi neri.

 

 

 

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di Redazione
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