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Intervento telefonico del premier a Cosenza

Berlusconi contro la Consulta: "Abroga leggi giuste, è di sinistra"

"C'è un patto tra Fini e i magistrati contro di me"

Berlusconi contro la Consulta: 'Abroga leggi giuste, è di sinistra'
19/02/2011, 18:02

COSENZA - Ancora un intervento telefonico del Presidente del Consiglio, questa volta ad un convegno del Pdl a Cosenza.
Come sempre, l'obiettivo numero uno sono stati i giudici. "Non abbiamo vincoli, andremo avanti nella riforma della giustizia", ha detto Berlusconi, elencando le modifiche: separazione delle funzioni tra Pm e giudici, con un Csm per parte ed un diverso sistema di elezione; stop alle intercettazioni; ripristino dell'immunità parlamentare; e così via. Ma cambierà anche l'attività della Corte Costituzionale: dovranno decidere con maggioranza dei due terzi per cancellare una legge, dice il premier, perchè bisogna evitare che quando ai Pubblici Ministeri una legge non piace, la impugnano davanti alla Consulta che, essendo formata da giudici di sinistra, accontenta sempre i Pm. E fa l'esempio della legge che prevede che la Procura non possa impugnare l'eventuale assoluzione in primo o in secondo grado (che non è mai andata davanti alla Consulta, perchè non è mai stata approvata, ndr): "Era una legge giustissima, che verrà riproposta, perchè spesso i Pm fanno ricorso solo per puntiglio e per distruggere economicamente, psicologicamente e socialmente l'individuo".
Naturalmente non potevano mancare i soliti numeri sparati a casaccio: "Sono la persona più perseguitata della storia. Sono stato vittima di 29 indagini, 2562 udienze contro di me, praticamente una al giorno negli ultimi 8 anni. E tutto per cosa? Ho avuto 10 assoluzioni piene e tutte archiviazioni (in realtà ha avuto solo 3 assoluzioni ed una marea di prescrizioni, ndr)".
Non poteva mancare l'attacco al Presidente della Camera, Gianfranco Fini: "Ora che ci siamo liberati da Fini e dai suoi - continua - faremo le riforme che gli italiani ci hanno chiesto col voto. La maggioranza è coesa, con la dipartita di Fini e dei suoi non ha più chi si opponeva a tutte le riforme che andavano nella direzione del liberalismo e della giustizia a causa di una specie di patto che veniva fuori da molte situazioni, e in effetti mai smentito, tra quella parte politica e la magistratura cui era stato garantito che non sarebbe stata approvata nessuna riforma che non fosse ben accetta dall'Anm. Ora non c'è più questo vincolo"

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di Antonio Rispoli
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