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Continua la campagna mediatica contro il cofondatore del Pdl

Berlusconi: costringeremo Fini a dimettersi


Berlusconi: costringeremo Fini a dimettersi
05/08/2010, 09:08

ROMA - A quanto pare il Presidente del Consiglio non ha digerito quei 299 voti favorevoli: troppo pochi, per lui. Non l'ha interessato neanche il discorso con cui Claudia Moroni ha lasciato il Pdl per confluire nel Fli, ormai quel simbolo non gli serve più. Conta solo quello che lui considera il "tradimento" di Gianfranco Fini; e su questo è stato esplicito con i suoi colonnelli: "State tranquilli, da qui a qualche settimana sarà costretto a dimettersi dalla presidenza della Camera. C'è qualcuno che ha speranza verso un leader che è al centro di notizie poco chiare che dovrebbe spiegare". Chiaro il riferimento alla vicenda della casa di Montecarlo, regalata ad An ed ora - secondo quanto riferito da Il Giornale - di proprietà del fratello dell'attuale compagna di Fini.
Intanto Silvio Berlusconi prepara anche le nuove elezioni, con una scaletta molto semplice: dimissioni a settembre o ottobre ed elezioni entro la fine del 2010. La strada sarebbe facile, anche perchè con l'attuale legge i candidati che verrebbero eletti nel Pdl sarebbero quelli scelti dallo stesso Berlusconi. E poi, grazie al premio di maggioranza, gli basterebbe avere il 30% dei voti - magari sommando quelli del Pdl e della Lega Nord - per avere il 55% dei seggi in Parlamento. La situazione al Senato potrebbe none ssere uguale, dato il diverso sistema, ma la sostanza non cambia. Ma il Presidente della Repubblica accetterà la decisione del premier o cercherà di creare un governo alternativo? La seconda alternativa, pur essendo teoricamente possibile è di difficile attuazione. Pdl e Lega Nord voterebbero sicuramente di no, e questo porterebbe via la metà dei Parlamentari, tanto alla Camera quanto al Senato. Bisognerebbe contare su un'alleanza che comprenda tutti gli altri: finiani, Udc, Api, Pd, Idv e i rappresentanti dei vari gruppi del Gruppo Misto. Ipotesi abbastanza improbabile.

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di Antonio Rispoli
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