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quanto pericolosa può essere una dichiarazione

Berlusconi dichiara di non occuparsi della legge elettorale


Berlusconi dichiara di non occuparsi della legge elettorale
03/10/2011, 22:10

Berlusconi : "La riforma del sistema elettorale non è materia sulla quale mi sto esercitando. Le riforme che mi interessano in questo momento sono quelle del fisco, della architettura istituzionale, della giustizia[...]
Questo l’ultimo comunicato di Berlusconi che ovviamente non sorprende più di tanto. L’attuale legge elettorale è stata voluta da lui e dal suo passato governo, quindi perché volerla cambiare?
Volendo fare chiarezza c’è da dire che nonostante la sinistra abbia da poco raccolto 1.210.466 firme per un referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale, non si può dimenticare che in due anni di governo di sinistra (2006-2008) nessuno si è mai preoccupato di abrogare tale legge, quindi un pizzico di verità c’è anche nelle parole di Berlusconi quando dice che : “sarebbe auspicabile un contributo fattivo dalle opposizioni, se pensassero davvero al bene comune e non solo alla mia poltrona di premier".
Sembra palese  infatti che la sinistra è più impegnata a far sfigurare il premier che a proporre un’alternativa concreta.
Quello che però deve essere ricordato è il motivo per il quale si sia chiesta l’abrogazione dell’attuale legge elettorale. Ammesso e non concesso che il premier si stia davvero occupando delle riforme, e che queste riforme giovino realmente al nostro paese, come può non essere all’ordine del giorno la legge elettorale?
Parliamo di una legge che a parere di molti lede il nesso diretto tra elettore e parlamentare. Con il sistema della “lista bloccata” infatti non è più l’elettore a scegliere quali politici andranno a sedere in parlamento, ma egli non può far altro che votare per una delle due coalizioni, che avranno compilato (prima ancora delle votazioni ) entrambe la lista dei loro parlamentari che siederanno in parlamento. Un modo inconfutabile per togliere potere agli elettori e ridurre la loro scelta a : destra o sinistra, senza sapere chi si sta votando.
Ad uno sguardo superficiale sembra giustificata la dichiarazione di Berlusconi, parafrasandolo infatti si può leggere: pensiamo alla crisi di questo paese, e poi alla legge elettorale ; oppure più semplicemente : pensiamo alle cose “serie” e poi a quelle meno importanti.
Un occhio superficiale però dimentica una cosa, la crisi va risolta dal governo e dal parlamento, che sono lo specchio del paese. Come si può uscire dalla crisi, risollevare questo paese, senza essere rappresentati dalle persone che effettivamente votiamo? In un mondo in cui l’economia detta le leggi della politica, uno sguardo superficiale è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno. È ovvio che molti italiani medi preferiscano (ad esempio) avere un posto di lavoro ben retribuito piuttosto che scegliere direttamente i propri rappresentanti in parlamento, ma è su questa superficialità che la classe politica (destra e sinistra) ha da sempre fondato il suo potere e le sue ricchezze.
Aprendo gli occhi, eliminando la superficialità che per troppi anni ha dominato i nostri pensieri, possiamo vedere quanto ci sia di pericoloso nell’ultima dichiarazione del premier. Un parlamento che è nostro diretto rappresentante è solo il primo passo, il fondamento, che può permetterci di dare al nostro paese il prestigio degno delle nostre più celebri menti e non di un “popolino superficiale”.
Giusto a titolo di cronaca c’è da ricordare che 350.000 italiani nel 2007 con Beppe Grillo firmarono una proposta di legge che conteneva (fra l’altro) la richiesta di abrogazione proprio della legge elettorale di cui oggi tanto si parla. Tale proposta non è mai stata discussa in parlamento.

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di Andrea Carmine Acconcia
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