Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Attacco ai magistrati ed autoincensamenti, solita prassi

Berlusconi: discorso prevedibile, ma senza richiesta di fiducia


Berlusconi: discorso prevedibile, ma senza richiesta di fiducia
29/09/2010, 11:09

ROMA - E' arrivato il grande giorno del discorso di Silvio Berlusconi alla Camera. Ma è stato un discorso assolutamente piatto e privo di smalto, con i soliti ingradienti: autoesaltazione, promesse, ma senza mai andare nello specifico. Il tutto continuamente interrotto dalla sua maggioranza (ottima claque, c'è da ammetterlo) con applausi ad ogni punto del discorso.
Ha iniziato però col piede sbagliato, Berlusconi, con una frase che la dice lunga su quale sia il suo pensiero: "Il Parlamento non deve mai contrapporsi al governo, ma deve lavorare in una armonica simbiosi". Poi ha cominciato a parlare dei propri presunti successi all'estero, delle missioni di pace, del ruolo (che esiste solo nella mente del premier) dell'Italia sia a livello europeo che mondiale. Non è mancata una critica pesante all'Italia dei Valori - comunque non nominata - accusata di usare parole di odio contro il premier e "l'esperienza ha dimostrato che l'odio politico ha armato la mano dell'eversione".
Poi si è passato ai cinque punti. Innanzitutto il fisco, dove ha promesso l'abbassamento delle tasse a tutti, famiglie e imprese. Per le imprese ha promesso di ridurre l'Irap, fino a zero al sud, per costituire una fiscalità di vantaggio. Poi ha promesso di ridurre le tasse alle famiglie con l'adozione del quoziente familiare. Il tutto nel quadro del federalismo fiscale che - ha garantito - non penalizzerà il sud, ma lo aiuterà a recuperare il divario che attualmente c'è.
Poi si è scagliato all'attacco dei giudici, contro ciui ha scagliato tutto il suo armamentario: divisione del CSM in due, un CSM per i giudici ed uno per i Pm, con la separazione delle carriere ed asservimento del Pm al governo; processo breve; legge per l'impunità assoluta del Presidente del Consiglio; responsabilità civile e penale dei giudici; riforma anche del processo civile, con una legge - di cui si è già parlato a luglio - che assegna a decine di avvocati il compito di decidere sulle cause civili per smaltire gli arretrati. Naturalmente non potevano mancare accuse ai magistrati "rei" di un "uso politico della giustizia".
Non finisce qui. Berlusconi poi ha vantato i successi contro la criminalità organizzata, attribuendo al governo i successi compiuti dalle forze dell'Ordine e della magistratura contro mafia, camorra e 'ndrangheta. In particolare si è soffermato sull'uso dell'esercito nelle città e sull'opera di respingimento dei clandestini. Secondo i suoi dati c'è stato un calo dell'88%, ma non vengono considerati le decine di migliaia di extracomunitari uccisi dai libici, in base agli accordi che noi abbiamo preso con loro.
Il Presidente del Consiglio si è poi lanciato nell'elencazione dei presunti successi del sud. Quando però ha parlato del "completamento della Salerno-Reggio Calabria" è stato subissato da "buuuuuuuu", dato che come è noto è falso. Infatti poi Berlusconi si è tradito dicendo: "Ci sono alcuni lavori in corso fatti per la mancanza di iniziativa dovuta ai 5 anni di governo della sinistra" (quali?, ndr). Stesso scontento quando ha accennato al ponte di Messina, che è un inutile spreco di denaro.
Poi ha parlato dell'emersione del lavoro nero, anche qui vantando successi che non trovano riscontro nei dati ufficiali.
Infine ha parlato del futuro, vantando la necessità per l'Italia di approdare al nucleare e di puntare sulla scuola, per creare una situazione di eccellenza.
Per concludere si è lanciato in una descrizione della situazione politica attuale, ovviamente dal suo punto di vista. E si tratta di una critica generale a chi l'ha criticato aprioristicamente ed immotivatamente, sempre però senza fare nomi. Ma ha sottolineato che chi si è fatto eleggere nel Popolo della Libertà deve sottostare ai principi del partito. Non è mancata la spinta per una riforma istituzionale, basata sui punti da lui voluti: potenziamento dei poteri del premier, a scapito del Parlamento; superamento del bicameralismo perfetto; riduzione del numero dei parlamentari; modifica dei regolamenti parlamentari. Non è mancato il riferimento populista all'elezione diretta del premier, a suo dire voluta da tutti i cittadini.
Il discorso termina con un generico invito a tutti i partiti, anche dell'opposizione, a votarlo, ma senza apposizione immediata della fiducia sul documento. Anche se dopo è stata apposta senza formalità ulteriori

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©