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Alemanno firma il documento anti-Fini e tenta di mediare

Berlusconi e Fini alla resa dei conti, gli ex An al 6% in Parlamento


Berlusconi e Fini alla resa dei conti, gli ex An al 6% in Parlamento
21/04/2010, 19:04

ROMA - In tutto, i finiani in parlamento, valgono circa il 6%. Un numero che potrebbe apparire risibile ma che, stando anche a ciò che è accaduto riguardo la legge sulla caccia, di sicuro può creare non poche noie a Silvio Berlusconi e quindi alla maggioranza di governo. L'allarme rottura ha iniziato a suonare circa una settimana fa; fra minacce, litigi in tv, dichiarazioni e smentite il braccio di ferro tra il Cavaliere e Gianfranco Fini resta ancora molto forte. La "corrente interna" dell'ex leader di An pare infatti più che una remota possibilità o una pallida strategia per attirare nuovamente l'attenzione di un Premier ultimamente troppo filo-leghista.
Gli uomini del Presidente della Camera fanno quadrato e continuano a minacciare scissioni interne che potrebbero essere devastanti per i forzisti. Si dovrà però attendere a domani, durante la riunione della direzione nazionale del Pdl, per conoscere l'epilogo di uno strappo annunciato e forse tempisticamente arrivato comunque troppo tardi. Se infatti è vero che Fini gode del 6% è anche vero che, all'epoca della fusione con il Popolo delle Libertà, An poteva contare su di una percentuale di elettori decisamente importante (con quel 11-12 e 13% che rappresentava diversi milioni di cittadini). E oggi? Forse la terza carica dello stato doveva muoversi prima, azzardare di più all'epoca di quelle famose "comiche finali" che poi egli stesso decise di far continuare. Basti pensare che, due ex fedelissimi come Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri, comprati da incarichi e poltrone di prestigio, hanno proposto e sottoscritto addirittura un documento anti-Fini proprio nei giorni scorsi. Tra i firmatari del testo c'è pure Gianni Alemanno anche se, il sindaco di Roma, sta tentando fin dal primo squarcio nel tessuto del centrodestra di ricucire qualche toppa.
Domattina Fini presenterà la sua ultima arringa e Berlusconi risponderà colpo su colpo; dopodichè, a carte oramai del tutto scoperte, il governo dovrà scegliere che strada prendere. Il Presidente del Consiglio ha però già avverito il suo scomodo alleato: non ci sarà alcun riconoscimento formale ad una corrente finiana. La stessa corrente che, proprio nella giornata odierna, ha tuonato:"Facciamo impazzire Berlusconi. Chiediamo la direzione ogni mese. Su ogni problema possiamo frastagliare il partito, come avvenuto sulla caccia".

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di Germano Milite
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