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Il Presidente della Camera preoccupato di sparire

Berlusconi e Fini, insieme per le poltrone


Berlusconi e Fini, insieme per le poltrone
16/04/2010, 09:04

ROMA - Ormai è evidente che il solco tra il Presidente della Camera Gianfranco Fini e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è incolmabile, soprattutto dopo il pranzo di ieri e le dichiarazioni che sono filtrate sugli organi di stampa. E' apparsa evidente soprattutto una cosa: Fini ha paura di essere emarginato all'interno del Pdl. Da qui l'accusa rivolta a Berlusconi, di avere comprato i parlamentari dell'ex An che hanno ruoli importanti nel governo o nel Pdl. Ed infatti lo si è visto anche ieri, durante la puntata di Annozero, in cui era presente tra gli ospiti Ignazio La Russa, Ministro della Difesa ed uno dei tre coordinatori del Pdl. La Russa ha difeso a spada tratta Berlusconi; ma quando Santoro ha riportato una agenzia con le dichiarazioni di Fini, che segnavano una differenziazione dalla linea del Pdl, Il Ministro si è limitato a dire che era una dichiarazione che sarebbe stata smentita.
In effetti le elezioni regionali hanno portato ad una completa emarginazione degli ex-An all'interno del Pdl. La vittoria della Lega e l'iper-presenzialismo di Berlusconi, che negli ultimi 10 giorni prima delle elezioni è stato l'unico politico presente in TV su Rai e Mediaset, hanno creato le basi della crisi, da cui pare che Fini voglia uscire creando un nuovo gruppo in Parlamento, il Pdl-Italia, sulla falsariga del Pdl-Sicilia, frutto della parziale scissione di Lombardo nell'Ars.
Il gruppo non sarebbe molto numeroso (si parla al massimo di una cinquantina di deputati ed una ventina di senatori), a dimostrazione di come gli ex aennini sono diventati tutti berlusconiani. Ma senza strappi evidenti. La minaccia del Presidente del Senato Renato Schifani di ieri ("Quando la maggioranza si divide, la parola torna al corpo elettorale") non è da sottovalutare, perchè potenzialmente è reale: Berlusconi potrebbe andare alle elezioni domani e rivincere, dato che ormai ha il potere di escludere completamente dalla campagna elettorale in TV tutti gli altri partiti; e si sa che oltre il 70% degli italiani si informano solo attraverso la Tv. CIoè due italiani su tre sapranno solo quello che Berlusconi vorrà che si sappia. E questo significa una vittoria sicura e schiacciante. Ma l'idea non piace alla maggioranza; anzi, i primi ad essere contrari sono i leghisti, che vogliono il federalismo fiscale, che però non ha ancora i decreti attuativi. Se ci fosse una elezione politica, si dovrebbe ricominciare tutto daccapo. E poi nessun parlamentare gradirebbe elezioni anticipate prima di ottobre, cioè prima di raggiungere la metà della legislatura e per poter quindi ricevere 5 anni di contributi previdenziali (i loro, non quelli dei normali pensionati), come se la legislatura fosse stata cancellata. Tutto questo spingerà Fini a restare al suo posto, anche perchè uno strappo netto e le elezioni anticipate riconfineranno l'attuale Presidente della Camera ai margini della politica. Niente poltrone di potere o di rappresentanza, che resterebbero ad appannaggio di chi avrà dimostrato di essere un servo fedele di Berlusconi; nessuna visibilità televisiva e/o politica nè per Fini nè per i suoi. E questo è un notevole deterrente.
E così continua questa coabitazione forzata, finalizzata solo al controllo del partito, con il Presidente della Camera che lotta per conquistare la propria visibilità e il Presidente del Consiglio che intende mantenere il proprio controllo assoluto sia sul partito che - una volta completata l'eliminazione dei contrappesi costituzionali al suo potere - sulla nazione. Inoltre Fini è in attesa del crollo di Berlusconi (fisicamente sta sempre peggio e si vede; non è detto che abbia la resistenza fisica per mantenere quel ruolo) per sottrargli il posto. Anche se questa è una speranza utopistica.

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di Antonio Rispoli
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