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Berlusconi e la dignità delle donne


Berlusconi e la dignità delle donne
20/01/2011, 15:01

Tiene banco la vicenda Ruby. Lo scandalo c’è ma ognuno lo legge dal suo punto di vista. C’è chi si indigna per le scene da basso impero, chi per il diluvio di soldi facili a fronte di una crisi economica che stringe le famiglie in una morsa, chi per l’incoerenza tra ciò che si predica in politica e ciò che si fa nel privato. C’è anche chi, però, a margine di questa tristissima vicenda, riflette su come esce la dignità delle donne da fatti come quelli che sono sulla bocca di tutti.
Al di là dei giudizi morali su Berlusconi e sui suoi comportamenti, e al di là anche degli indubbi risvolti politici delle sue vicende personali, c’è da dire che si può individuare nei comportamenti, nei gesti e nelle parole del presidente del Consiglio un sistematico atteggiamento mirante alla svalutazione della personalità femminile. La donna è rappresentata perennemente come subordinata all’uomo, come oggetto d’uso. Essa è preda dello sguardo, del piacere e della sessualità. Non è una persona, con la sua complessità. Ma un oggetto. Un contorno. Una periferia. Le donne sono, nella rappresentazione che ne fa Silvio Berlusconi, discriminate, ridotte a sollazzo per la truppa. Ha poco da dire, il premier, che lui ama le donne. Il suo non è amore. Lui ne ammira le fattezze, ma non ama la persona. La riduce ad attrezzo. Anche la sua generosità ha elementi legati più all’esercizio del potere che alla solidarietà. La differenza tra aiutare una persona e comprarla è sottile, ma c’è. Anche l’elogio della bellezza, che il premier fa spesso, con una sorta di ossessione, per le donne come per gli uomini, è un messaggio insidioso. Contano le apparenze, si deve investire sull’estetica per raggiungere gli obiettivi. Se sei donna, ancora di più. Fatti bella e seduci un uomo. Un modello che ci riporta indietro di cinquant’anni e ci umilia tutte.

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di Onorevole Luisa Bossa
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