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Sconcertanti intercettazioni del premier con Lavitola

Berlusconi: "Facciamo la rivoluzione contro il Tribunale di Milano"


Berlusconi: 'Facciamo la rivoluzione contro il Tribunale di Milano'
17/10/2011, 09:10

PESCARA - Tra gli atti depositati della Procura di Pescara nell'indagine sui fondi pubblici dati al quotidiano socialista "Avanti" e che, secondo l'accusa, sonostati utilizzati in altro modo, ci sono alcune delle intercettazioni fatte sul telefonino dell'editore del quotidiano Valter Lavitola a colloquio con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Innanzitutto nelle intercettazioni si nota un notevole livello di "intimità" nelle discussioni, il che dimostra una notevole familiarità.
Ma il contenuto di alcune delle telefonate è anche peggio. In particolare ce n'è una in cui Berlusconi, nell'autunno del 2009, si sfoga con Lavitola. E dice: "Non conto niente... Che cosa vuoi che conti... Hai visto la Corte Costituzionale che ha detto che io sono esattamente come gli altri ministri... quindi non ho bisogno di tutele... Allora, parliamoci chiaro, la situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che appoggiandosi alla Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, alla stampa estera...". E poi: "Poi quando in Parlamento decidono qualcosa che alla sinistra non va, interviene il presidente della Repubblica che intanto non te la fa fare prima... come quella delle intercettazioni... e poi passa tutto alla Consulta, che hanno occupato, e con undici giudici la bocciano. Berlusconi è sputtanato, tiranneggiato, se va in tribunale a chiedere giustizia perché gli hanno dato del buffone... Berlusconi va a Messina, lavora tutta la mattina per rifare le case, va in chiesa e sta tre ore in piedi con la gamba che gli fa male, di fronte alle bare. Abbraccia tutti coloro che deve abbracciare perché hanno perso i cari eccetera ... Poi dalla chiesa va alla sua macchina e ha quindici giovani da una parte e dall'altra che gli dicono "assassino", "buffone", "vergogna", "vai via" "vai a casa", e non succede niente. Vado da un avvocato e gli dico "vorrei denunciare questi qua" e l'avvocato mi dice "lei vuol perdere soldi e tempo". Poi quando Berlusconi aggredito dalla stampa non dico non fa querela, ma semplicemente chiede un danno per far capire a questi giornali che non possono andare avanti così, rivolgendosi in maniera disarmata a quella magistratura civile che gli è ostile e dicendo "se per caso trovo un giudice onesto e vinco, quello che porto a casa lo da ad un'istituzione benefica... ti dicono che non c'è la libertà di stampa, che lui è un dittatore e portano il Parlamento Europeo a discutere e a votare sulla libertà di stampa in Italia... tu capisci che siamo a una situazione per cui: o io lascio, cosa che può essere anche possibile e che dato che non sto bene sto pensando anche di fare, oppure facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera... Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...".
C'è da chiedersi in quale Paese al mondo possa essere capo del governo una persona che ha pensieri ed azioni così eversive, dato che "la rivoluzione contro il Tribunale di Milano" era iniziata quest'anno, con la clacque che ogni settimana si trovava davanti al Tribunale per contestare i giudici e con i manifesti che equiparavano i giudici alle BR. Peccato che non sono stati quel nucleo aggregante che il premier desiderava.

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di Antonio Rispoli
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