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Il premier non può affrontare un avversario alla pari

Berlusconi fugge dal confronto TV con Bersani


Berlusconi fugge dal confronto TV con Bersani
22/03/2010, 09:03

ROMA - No al confronto con Bersani, perchè "non credo sia opportuno fare un confronto televisivo con il capo dell’opposizione perché le sue dichiarazioni quotidiane nei nostri confronti ci hanno fatto perdere fiducia che si possa arrivare ad un interscambio produttivo e basato sulla realtà". Parola di Silvio Berlusconi. Come sempre il premier scappa via da qualsiasi confronto alla pari con gli avversari. Troppo abituato ad avere di fronte una platea di bambini obbedienti, come i 100 mila scarsi di sabato a piazza San Giovanni; troppo abituato a blindarsi e a scappare anche dalla gente, come dimostrano gli ordini dati alla Digos, che anche ieri ha fermato ed identificato alcune persone che hanno osato contestare il premier. 
Nelle dichiarazioni rese ieri a Bologna e a Firenze, in difesa dei candidati del Pdl - Anna Maria Bernini che se la deve vedere con Vasco Errani in Emilia Romagna e Monica Faenzi in Toscana contro Enrico Rossi - solito show: le due candidate apprezzate per la loro bellezza (evidentemente per il premier sono in grado di farsi valere solo per quello), la solita rete si insulti, e l'immancabile attacco alla magistratura: "Se una legge non gli piace loro ricorrono alla Cassazione che la abroga. Oggi la sovranità più che al popolo appartiene a Magistratura Democratica". Naturalmente un nuovo attacco anche alle intercettazioni telefoniche: non uno strumento di prova, ma solo "uno strumento barbaro" per mettere in piazza i fatti privati della gente. Peccato che questo "strumento barbaro" sia parte essenziale della stragrande maggioranza dei processi per mafia e camorra, insieme ai pochissimi pentiti che le modifiche legislative scoraggiano sempre di più a pentirsi.
Un piccolo dettaglio che qualcuno dovrebbe spiegare al premier: la Cassazione non ha il potere di cancellare una legge; ne fornisce solo una interpretazione che diventa un precedente di cui gli altri magistrati devono tenere conto. Chi cancella le leggi è la Corte Costituzionale. E le cancella quando non rispettano la Costituzione. Ora, di chi è la colpa di avere approvato una legge anti-costituzionale? Del premier e di una maggioranza cieca e prona ai suoi ordini o di chi fa solo rispettare la legge suprema dello Stato?

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di Antonio Rispoli
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