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Dura replica del premier alla nota del Quirinale

Berlusconi furibondo:"Nessuno può impedirmi di continuare"

Il premier:"Un attacco mostruoso, ma io non mi arrendo"

Berlusconi furibondo:'Nessuno può impedirmi di continuare'
13/02/2011, 09:02

ROMA - La nota diffusa dal Quirinale, con la quale Giorgio Napolitano prospettava la possibilità di una fine anticipata della legislatura dovuta  "all'asprezza raggiunta dai contrasti istituzionali e politici" , non è per niente piaciuta a Silvio Berlusconi.
Il premier, infatti, ha immediatamente ribadito che:"Finché c'è una maggioranza, e ci sono i numeri, io ho il dovere di andare avanti e nessuno me lo può impedire". Eppure, il presidente della Repubblica, ha precisato che l'eventuale scioglimento anticipato delle Camere previsto dall'articolo 88 della Costituzione sarebbe da imputarsi non ad un crollo della maggioranza ma, diversamente, ad un clima politico eccessivamente teso ed esasperato. Eppure Berlusconi ha assicurato:"Napolitano non vuole le elezioni, me lo ha detto lui stesso, e quindi non posso credere che questa sia la sua volontà. Anche perché una minaccia del genere sarebbe un golpe, altro che Scalfaro, e Napolitano è una persona seria".
Stando a quanto riferiscono fonti vicine al Cavaliere, l'incontro con il capo dello Stato si sarebbe risolto in maniera deludente: nessun appoggio da parte di Napolitano sulle oramai note noie giudiziarie del leader del Pdl e, anzi, una presa di distanza abbastanza netta e resa ufficiale e pubblica dalla nota diffusa. A questa mancata sponda da parte del Quirinale, si aggiunge poi la voce di corridoio che vorrebbe un'intesa politica stretta proprio tra la prima carica dello Stato e Gianfranco Fini.
Berlusconi si sente quindi sempre più accerchiato e perseguitato da ex alleati ed istituzioni; lamentando di subire "un attacco mostruoso, portato avanti senza scrupoli e con ogni mezzo". Poi si sfoga:"Basta con questi soprusi! Non possono essere i pm a stabilire i governi e la data delle elezioni: l'hanno fatto nel '94, poi con Mastella e Prodi, ma io ho le spalle larghe e non mi arrendo". Oramai, in effetti, appare chiaro che nei prossimi mesi il premier sarà particolarmente impegnato a ripararsi dai "siluri" lanciati dalla magistratura (Gaetano Quagliariello parla di "missili"). L'unica corazza in grado di reggere ai vari processi Mills, Mediatrade, Ruby ecc si chiama maggioranza e deve essere rinforzata il più possibile a colpi di new entries. Tra queste ci sarebbero i 6 deputati radicali che Berlusconi starebbe tentando di assicurarsi.
In ogni caso, nella precarietà politica del Pdl, resiste un'unica certezza: anche febbraio e marzo saranno mesi durante i quali la battaglia tra potere giudiziario e potere esecutivo rappresenteranno la priorità forzata di un sistema paese sempre più indebolito e bisognoso di riforme che tardano ad arrivare.

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di Germano Milite
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